20/02/2026

Yoga: gli asana che ti aiutano a trovare l’equilibrio anche nella vita

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 20/02/2026 Aggiornato il 20/02/2026

La pratica sviluppa i sistemi anatomici e i meccanismi fisici che interagiscono con il cervello per controllare l’assetto del corpo nello spazio, ma regala anche stabilità emotiva, calma e resilienza

kapatasana

Tutte sappiamo quanto sia importante avere equilibrio nella vita, sia dal punto di vista strettamente fisico che in ambito mentale ed emotivo. L’insegnante di yoga Francesca Cassia spiega che ci sono vari motivi per cui la pratica sul tappetino permette di svilupparlo a tutto tondo: «Praticare yoga significa allenare il corpo e la mente a trovare stabilità anche quando tutto intorno oscilla. In questa disciplina l’equilibrio non è solo stare in piedi su una sola gamba o mantenere un asana: è la capacità di sentire il proprio corpo, di distribuire il peso in modo armonico e di muoversi con consapevolezza».

«Ogni posa, ogni inversione, ogni respiro è un piccolo allenamento a vivere centrati e leggeri, anche nella vita di tutti i giorni» riassume l’insegnante.

I tre sistemi che regolano l’equilibrio

Saper tenere il corpo in equilibrio è una qualità fisica legata a tre sistemi. Il sistema vestibolare, situato nell’orecchio interno, registra la posizione e il movimento della testa nello spazio. C’è poi la propriocezione, una capacità legata a sensori muscolari e articolari che segnalano al cervello la posizione reciproca di ossa e muscoli nello spazio. Infine, importantissima fra i cinque sensi, la vista coordina e conferma le informazioni degli altri sistemi.

Come agisce lo yoga

Lo yoga stimola tutti e tre i sistemi, ma che cosa avviene concretamente?

«Ogni postura eretta, ogni transizione, ogni equilibrio laterale o su un piede solo sfida e rafforza i sensori legati alla propriocettività. Invece negli asana in inversione, cioè quando il corpo viene capovolto (ad esempio con Sirsasana  o Kapalasana, ma anche con esercizi più semplici sul tappetino), i recettori vestibolari dell’orecchio interno vengono stimolati in modo inconsueto e anomalo, allenandosi e migliorando equilibrio e coordinazione. Il cervello integra poi tutte queste informazioni, rafforzando la propria connessione con il corpo e aumentando la capacità di adattarsi ai cambiamenti improvvisi» spiega Cassia. Nelle pose in inversione, inoltre, si verifica un aumento della pressione e quindi della circolazione sanguigna e linfatica, che favorisce il tono vagale e che calma del sistema nervoso. «Allenarsi con le inversioni significa abituare il corpo a fidarsi di se stesso anche in situazioni insolite, sviluppando tranquillità, sicurezza, resilienza e presenza mentale».

L'esperta consiglia

Queste qualità si trasferiscono naturalmente poi nella vita quotidiana, aiutando ad affrontare problemi, prendere decisioni, muoversi nel mondo con centratura, fiducia e leggerezza.