15/05/2026

Yoga: un rituale di salute quotidiano (che è anche un training funzionale)

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 15/05/2026 Aggiornato il 15/05/2026

Allenarsi sul tappetino ha molti punti di contatto con numerose discipline fitness, che mettono in gioco tutto il corpo. Gli insegnamenti della tradizione indiana si collegano quindi ai trend dell’allenamento più moderno

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Da anni, ormai, nel mondo del fitness si parla di allenamento funzionale: è quel tipo di lavoro che non isola singoli gruppi muscolari, ma mette in gioco in modo complementare più distretti corporei, perché la macchina-corpo non si muove mai “per singoli segmenti” ma nella sua completezza, co gesti multidirezionali e multiplanari, e anche il training per essere efficace deve coinvolgerla in toto. Questo principio è quello che ispira discipline come il Pilates, ma anche tanti workout di gruppo o one-to-one in palestra: e naturalmente è anche alla base della pratica yogica, se vogliamo considerarla (anche) una forma di allenamento fitness. Lo spiega l’insegnante Francesca Cassia, che ci propone un esempio di integrazione armoniosa fra due aree del corpo.

«Non ci sono mondi separati: i gruppi muscolari di diversi distretti, quando lavorano, parlano la stessa lingua» è la metafora usata dall’esperta.

Un allenamento coordinato e connesso

Prendiamo come esempio l’esercizio eseguito nella foto sopra da Giulia Albiero, che fonde i gesti di due asana diversi (il Guerriero inverso  e il Muso di vacca). La parte superiore del corpo segue la posa del Muso di vacca, con le spalle che si aprono e le braccia che si portano dietro alla schiena, con le mani allacciate. Quella inferiore esegue il Guerriero inverso e il suo focus sta nei glutei, che si attivano e che regalano stabilità e radicamento.

Un ponte tra cielo e terra

Questo esercizio, che è un esempio calzante di “functional training”, perché fa lavorare il corpo in modo coordinato e interconnesso, ha anche una sua valenza yogica, secondo gli insegnamenti filosofici degli antichi maestri. «Quando il busto si solleva e i glutei lo radicano al suolo, il corpo diventa un ponte tra cielo e terra, stabilità e leggerezza» spiega l’insegnante. È il principio yogico di Anahata e Muladhara, il cuore e la radice: apertura e radicamento si incontrano e l’energia scorre senza ostacoli, come una forza che sostiene la vita.

Tutti i giorni

Un esercizio come quello mostrato qui sopra rappresenta un rituale di salute quotidiano: «I glutei attivi sostengono il bacino e la colonna vertebrale, riducendo tensioni e dolori. Le spalle aperte liberano torace e respiro, migliorando ossigenazione e vitalità. La combinazione delle due attivazioni muscolari migliora equilibrio, postura e fluidità nei movimenti, utili nello sport e nella vita di tutti i giorni» assicura Francesca Cassia.