19/03/2026

Tennis: è importante allenare anche la mente

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 19/03/2026 Aggiornato il 19/03/2026

Per gestire la pressione di una partita, concentrarsi e non lasciarsi sopraffare dalle emozioni o dagli errori, un bravo coach lavora su tecnica e preparazione atletica, ma anche sul “mindset”

tennis - mente

Se siete amanti del tennis, sapete quanto in una partita sia importante rimanere concentrate, saper gestire la pressione del punteggio e recuperare da eventuali errori senza lasciarsi prendere dallo sconforto. Sono tutti elementi in qualche modo legati a un’adeguata preparazione mentale, tema che coinvolge giocatori di ogni livello, dai principianti che scoprono il piacere del gioco, agli agonisti alla costante ricerca del miglioramento della performance. Ne abbiamo parlato con Nikola Sabolek, direttore tecnico dell’Aspria Tennis Academy presso l’Harbour Club Milano, che spiega come allenare la mente significhi sviluppare responsabilità, resilienza e capacità decisionale sotto pressione: nel tennis, come nella vita, la competitività nasce dalla capacità di fare scelte e sostenerle in qualsiasi condizione emotiva.

Preparare adeguatamente la mente è importante quanto affinare la tecnica e allenare il fisico con un training ad hoc.

Non lasciarsi distrarre

«È fondamentale che il tennista riesca a rimanere ancorato al momento presente. Dalla mia esperienza di giocatore e di allenatore ho imparato che uno dei modi più efficaci per ritrovare la concentrazione è affidarsi a una vera e propria “ancora” fisica: sentire il contatto con i piedi, stringere la racchetta, sistemare le corde, seguire un piccolo rituale o focalizzarsi sul respiro. Sono gesti semplici che permettono di resettare la mente e riportare immediatamente tutta l’attenzione sul gioco» descrive il coach.

Se si commette un errore

Quando si sbaglia, l’importante è sapere reagire: in questi casi la mente può essere il principale alleato ed è utilissimo allenare il mindset, cioè l’atteggiamento mentale e la gestione delle emozioni. Come? Con esercizi di mindfulness. «La mindfulness aiuta a riportare l’attenzione su ciò che è sotto controllo (respiro, routine, sensazioni corporee) interrompendo il flusso di pensieri legati all’errore appena commesso e riportando il focus sul punto da giocare. Allenare questa capacità aiuta ad aumentare la tolleranza alla frustrazione, trasformandola in energia positiva, permette di gestire meglio lo stress, favorendo decisioni più lucide nei momenti di pressione e sviluppando una presenza consapevole, che si rivela preziosa non solo in campo ma anche nella vita quotidiana e professionale» spiega Sabolek. La respirazione può essere uno strumento utilissimo per riportare l’attenzione sul corpo e sul momento presente.

Cogliere i segnali

Nei momenti di grande pressione il corpo invia segnali chiari. Saperli intercettare in tempo è essenziale. Tra i più comuni, ci sono il respiro corto e centrato nel petto, la rigidità di spalle, collo, arti e avambracci, un aumento dei tempi tra un punto e l’altro o una fretta eccessiva di chiudere il punto, che porta a scelte superficiali e poco efficaci. «Da allenatore osservo postura, respiro e piccoli cambiamenti negli swing: segnali sottili che raccontano molto della condizione emotiva del tennista e che, una volta individuate, si può imparare agestire al meglio» racconta l’esperto.

Affidarsi a rituali

Rituali pre-partita e gesti ripetuti durante il gioco: li avete sicuramente notati nei grandi campioni, contribuiscono a creare stabilità e continuità mentale. Aiutano a ridurre l’incertezza e a mantenere l’attenzione focalizzata su ciò che è controllabile. Individuare routine personali e ripeterle con costanza permette al giocatore di entrare nel giusto mindset, mantenendo però sempre apertura al cambiamento per evitare che il rituale si trasformi in semplice scaramanzia. «Anche dal punto di vista fisico, piccoli accorgimenti possono fare la differenza nei momenti di difficoltà: esercizi di respirazione, saltelli sul posto, passi rapidi o la focalizzazione sul contatto dei piedi con il campo aiutano a ristabilire equilibrio e sicurezza, favorendo una riconnessione immediata tra corpo e mente» conclude il direttore tecnico.