Subacquea: come iniziare
Imparare a immergersi con le bombole, anche a profondità limitate, significa avere la possibilità di arricchire le vacanze con escursioni, gite ed esperienze di grande impatto emotivo
I racconti di chi le ha provate sono sempre entusiastici e tentatori: le immersioni con le bombole (scuba diving) sono un mix di adrenalina, stupore ed emozione, perché scoprire il mondo sommerso rappresenta un’opportunità unica e affascinante e spesso, anche a profondità limitate, si scoprono flora, fauna e anche reperti archeologici indimenticabili. La subacquea non è uno sport a cui ci si accosta con il fai-da-te: per praticarla non servono doti atletiche estreme, ma è necessario saper nuotare, godere di buona salute e disporre di un certificato medico di idoneità. E, naturalmente, bisogna aver seguito un corso di formazione specifico, che serve a ottenere il brevetto di 1° grado per acque libere (consente di scendere fino a 18 metri di profondità con un compagno).
Rivolgendovi a un centro diving e iscrivendovi a un corso base potete dare una svolta alle vostre vacanze al mare e scoprire un nuovo e affascinante mondo.
Il “battesimo del mare”
Di solito chi non ha mai provato un’immersione prenota un “battesimo del mare”: in gergo si chiama Discover scuba diving ed è un “assaggino” che offre un’idea dell’esperienza subacquea. Poi il corso di formazione può essere variamente strutturato, ma include una dozzina di incontri con una parte teorica, una parte pratica in piscina e una parte in mare. Pinne, maschera, erogatore, bombole e muta sono in genere forniti in loco ai principianti.
Teoria, pratica in piscina e al mare
Le lezioni teoriche si svolgono a secco (talvolta anche online) e includono nozioni di fisiologia umana, una formazione sull’uso corretto dell’attrezzatura e insegnano tutte le regole di sicurezza, per pianificare e compiere l’immersione in modo responsabile per la propria incolumità e rispettoso dell’ambiente.
Le successive lezioni in acque chiuse e basse, cioè in piscina, si svolgono con un istruttore certificato che mostra come prendere confidenza con tutta l’attrezzatura, con la respirazione in un ambiente inconsueto e quali sono le tecniche di controllo dell’assetto in acqua.
Infine arrivano le prime uscite in mare (o al lago), per mettere in pratica in un bacino aperto ciò che si è appreso fino a quel momento. Dopo un minimo di 4 immersioni “vere” si affronta un esame e si ottiene l’abilitazione, che è valida in tutto il mondo.
C’è un’alternativa
L’alternativa al diving con le bombole è l’apnea (freediving), che non richiede precedenti esperienze di snorkeling, immersioni o apnea e che prevede, a sua volta, corsi di preparazione ad hoc plurilivello nei centri specializzati, per acquisire la tecnica corretta e conoscere le norme di sicurezza.
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