10/09/2019

Sport acquatici sui torrenti, divertenti e adrenalinici

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il Aggiornato il 10/09/2019

Gli sport che si praticano fra le rapide dei corsi d’acqua sono numerosi, alcuni più tecnici, altri più goliardici e giocosi. Tutti, con l’aiuto di istruttori e guide, permettono di tuffarsi (in ogni senso) nella natura

sport torrente

Basta una rapida ricerca in rete per scoprire quanto siano numerosi i centri di sport fluviali nelle località turistiche di montagna: dal Trentino alla Valle d’Aosta, dalla Val Trebbia sull’Appennino piacentino all’Umbria, dalle Prealpi vicentine alla Campania, dalla Valsesia al Parco del Pollino calabrese. La presenza di corsi d’acqua con percorsi in pendenza, in cui si alternano gole strette, piene di rapide, e tratti placidi, offre la possibilità di sfidare i propri limiti e di cimentarsi in discipline sportive un po’ più adrenaliniche rispetto a quelle abituali. Ma non temete. Tutti gli istruttori di questi centri multisport assicurano che esistono itinerari per ogni livello tecnico e che il “battesimo del fuoco” per neofiti, sedentari e famiglie con bambini avviene in sicurezza assoluta e lungo tragitti privi di pericoli.

Tutti gli sport acquatici sui torrenti montani si praticano in gruppo, con una guida esperta o un istruttore, e sono alla portata di tutti.

Dal kayak al rafting

Il personal trainer Max Martin ci guida a conoscere i principali sport sfidanti, evidenziandone le difficoltà fisiche e la valenza fitness.
Canyoning. Il river-trekking, che consiste nella discesa a piedi di torrenti più o meno impetuosi, è sicuramente uno sport completo. Il tragitto comprende tuffi, scivoli, salti e calate con passaggi di tipo alpinistico, da affrontare con muta, caschetto, imbragatura e corda. Ci sono percorsi facili di poco più di un’ora e itinerari di una giornata intera o di più giorni: un percorso easy è paragonabile a un’escursione in montagna di un paio d’ore, richiede un certo allenamento e una buona acquaticità.
Kayak e canoa. Sono simili, ma non vanno confusi. Il kayak, agile e adatto alle rapide, è basso e a chiglia chiusa, quindi il corpo è protetto dallo scafo dalla vita in giù. La canoa invece è a chiglia aperta e si presta a tragitti in acque tranquille. Su entrambe le imbarcazioni si rema, in condizioni più o meno instabili, quindi si fanno lavorare efficacemente l’upper body e gli addominali.
Rafting. La discesa in gommone fra le rapide, in equipaggi di 4, 6 o 8 componenti più la guida, è emozionante ma sicura. Nel breafing preliminare vengono insegnate, fra l’altro, le tecniche di remata, ma l’azione sinergica del gruppo rende questo sport meno faticoso di quanto si creda.
Hydrospeed. È una discesa che si svolge interamente in acqua, appoggiati a una specie di bob galleggiante e con il corpo immerso (si indossano muta, pinne e caschetto). Occorre una certa forza, per guidare il bob e assecondare i flutti, ma le guide insegnano le tecniche più efficaci. Se non avete un buon feeling con l’acqua, non fa per voi.
River tubing. È una disciplina giocosa (in cui però si usa anche un remo doppio, per tenere la giusta direzione), che consiste nel seguire la corrente seduti su un ciambellone gonfiabile monoposto. Si indossano muta, calzari e caschetto e non mancano i suggerimenti di una guida.