Sciare in primavera
In pista la neve molle può creare qualche difficoltà, ma nei fuoripista può diventare un rischio per l’incolumità degli sciatori. Ecco tutto ciò che dovete sapere
La stagione dello sci sta per volgere al termine, ma sono parecchie le località montane in cui gli impianti saranno ancora in funzione per qualche settimana, grazie alla quota elevata o anche alle precipitazioni nevose degli ultimi giorni. È quindi ancora possibile godere delle giornate primaverili, più lunghe, per cimentarsi in discese divertenti e per rigenerarsi davanti a panorami di ampio respiro. Mauro Lazzarini, presidente dell’AMSI (Associazione maestri di sci italiani) Lombardia e direttore della scuola di sci Ski School di Pontedilegno, racconta che lo sci primaverile è molto praticato, anche perché le temperature miti invogliano perfino gli sportivi più pigri e freddolosi, ma che occorre prestare grande attenzione all’aspetto della sicurezza.
Sia in pista che fuoripista lo sci primaverile richiede preparazione, attenzione, competenze e accorgimenti specifici.
Quando le temperature si alzano
In primavera, quando le temperature si alzano nell’arco della giornata, la neve si trasforma con il passare delle ore: al mattino può essere ancora ghiacciata, o comunque compatta, mentre l’irraggiamento solare la rende poi molle, bagnata e più insidiosa. In pista occorre moderare la velocità e ammortizzare bene sulle gambe, per non lasciarsi sorprendere da eventuali mucchi di neve, ma i rischi maggiori sono sicuramente legati al fuoripista.
La primavera è uno dei periodi più sfruttati per uscire dai percorsi preparati e controllati e avventurarsi più lontano, anche in itinerari scialpinistici con le pelli: il fuoripista offre infatti grandi emozioni, ma non va affrontato con superficialità. È consigliabile essere sempre in gruppo e accompagnati da una persona esperta, preferibilmente da una guida. In ogni caso, per evitare di trovarsi impantanati lungo pendii in cui si affonda eccessivamente, è bene scegliere gli itinerari fuoripista su versanti poco esposti al sole.
Il pericolo maggiore dei fuoripista, però, è costituito dalla facilità con cui le temperature elevate e la trasformazione del manto nevoso provocano dei distacchi di neve e delle slavine. Questo accade ancora più facilmente se ci sono state nevicate recenti, perché grandi masse nevose si riscaldano molto e cedono.
Non sottovalutare i pericoli
L’esperto suggerisce di non sottovalutare i pericoli. Consultate sempre i bollettini meteo prima di affrontare l’uscita, dotatevi delle attrezzature di sicurezza antivalanga e programmate correttamente le gite. La maggior parte degli incidenti fuoripista in questa stagione avviene perché non si valutano nel modo gusto gli orari di partenza e di rientro, perciò è bene sfruttare le prime ore del giorno, prima che la neve diventi “pappa”, e rientrare evitando le ore più calde.
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