Scialpinismo: trova l’escursione su misura per te
Anche i principianti e perfino i bambini, scegliendo i tracciati adatti alle loro capacità, possono provare le emozioni che questa disciplina garantisce
I dati diffusi da Panorama Turismo, l’Osservatorio italiano del turismo montano di JFC, confermano il successo dello scialpinismo, che fa registrare quest’anno un + 15,2% di appassionati rispetto alla scorsa stagione invernale. Francesco Tremolada, guida alpina di Arabba e motore del progetto ProGuide, ci racconta come questa disciplina, il cui nome è fuorviante, perché la componente alpinismo richiama situazioni talvolta estreme o che richiedono tecnica e preparazione specifica, può essere in realtà praticata anche dai bambini, lungo itinerari che non hanno alcuna difficoltà e sono adatti ai principianti.
Basta sentirsi a proprio agio con gli sci da discesa su una pista rossa, di media difficoltà, per essere in grado di scoprire un rapporto diretto con la montagna più autentica e uno sport bellissimo.
Un’immersione nella natura entusiasmante
Il numero dei principianti che esplorano i percorsi più facili è in aumento già da alcune stagioni e questi dati eclatanti non stupiscono: lo scialpinismo è sinonimo di assoluta libertà, perché dovunque ci si trovi e ci sia sufficiente innevamento si può sciare, senza avere bisogno di nulla e contando solo sulle proprie forze, sia in salita che in discesa, con un’immersione entusiasmante nella natura.
«Può essere considerato la forma invernale dell’escursionismo che, in montagna, si pratica durante la bella stagione: invece di essere a piedi si usano gli sci» sintetizza Tremolada. Si esce dalle piste tracciate, si risalgono pendii lontani dalla folla con gli sci ai piedi, si raggiunge una cima o comunque una meta individuata prima di partire e poi si scende, disegnando curve nella neve non battuta o poco battuta, talvolta addirittura intonsa e priva di tracce lasciate da altri sciatori: arrivare in cima significa avere davanti a sé la parte più esaltante della gita. Dopo la fase più aerobica e di resistenza della salita, infatti, arriva il premio, il vero divertimento.
Alla portata di tutti
Ogni scialpinista ha percorsi giusti per le proprie possibilità e aspirazioni. Ci sono itinerari davvero easy, come le stradine forestali che si inerpicano per i boschi: non presentano rischi, possono essere affrontate in sicurezza anche da soli e in genere arrivano a un rifugio dove rifocillarsi, fare una pausa, per poi tornare a valle lungo una pista battuta in totale sicurezza. Non per niente sono frequentatissime anche da chi si avvicina allo scialpinismo e sono ideali per chi lo pratica considerandolo una forma di fitness, per mettere alla prova e migliorare il proprio sistema cardiorespiratorio e per dare tono alla muscolatura di tutto il corpo durante la salita, ma hanno anche una forte componente antistress perché permettono di entrare in contatto con la vita silenziosa del bosco.
Escursioni anche a tema
Ci sono poi infinite possibilità di escursioni verso le vette: più o meno lunghe, possono svilupparsi su terreni più facili oppure avere una componente ambientale più severa, con dislivelli anche marcati, pendii ripidi, canalini sfidanti. E naturalmente offrono sempre panorami mozzafiato di ampio respiro. La stagione primaverile, infine, è il momento degli ski-safari: traversate di più giorni (possono durare anche una settimana), di rifugio in rifugio. Sono entusiasmanti e a volte sono anche tematiche: ad esempio, sulle Dolomiti, si possono visitare in questo modo parchi naturali ad accesso limitato o i luoghi della Grande Guerra.
L’esperto consiglia
La pratica in gruppo (meglio in piccoli gruppi) è un presupposto importantissimo per la sicurezza e per la buona riuscita di una gita scialpinistica ed è consigliabile farsi accompagnare dalle guide locali: spesso il turista non ha né le competenze tecniche, né le nozioni di prevenzione e di primo soccorso, né la conoscenza dei luoghi che trasformano un’escursione in un’esperienza appagante e priva di rischi. La guida invece sceglie la lunghezza, la durata e i pendii giusti, che abbiano l’esposizione più adatta e le caratteristiche della neve indicate per i partecipanti. Inoltre sa come intervenire per evitare incidenti, può variare l’itinerario in modo estemporaneo e imprevisto quando lo ritiene necessario e insegna come affrontare le eventuali difficoltà, incluse quelle comunissime causate dal meteo, che in montagna può cambiare repentinamente. Da soli non ci si deve mai avventurare lontano dalle piste segnate.
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