27/06/2019

Nuotare in acque libere: cosa cambia

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il Aggiornato il 13/07/2019

Nella bella stagione, durante le vacanze, provate l’alternativa alla piscina: nuotare al lago o al mare è un’esperienza molto più divertente e rigenerante, a contatto con la natura. Lo raccontano alcuni atleti

nuotare al mare

Anche le più fanatiche del nuoto e delle sessioni di training in piscina possono scoprire un modo più rigenerante e appagante di praticare il loro sport preferito. L’occasione arriva d’estate, durante le vacanze al mare o al lago, oppure quando si incontra uno specchio d’acqua incontaminato durante un trekking: è il momento di provare il nuoto in acque libere.

Nuotare in acque aperte e profonde richiede confidenza con il costume completo, tipo muta (che gli istruttori consigliano come protezione, anche per le braccia e le gambe) e non bisogna temere le meduse o eventuali ostacoli.

Dove non ci sono le corsie tracciate e “asettiche” della piscina, a volte è necessario aggirare con disinvoltura intralci che si incontrano lungo il percorso. Se vi riconoscete in questo ritratto (nuotatrici appassionate, amanti degli sport a cielo aperto, non spaventate di fronte alle sorprese), nuotare in mezzo alla natura può essere anche per voi un’esperienza stimolante, divertente e antistress.

La parola agli atleti

Vitalità ed energia: con queste due parole i professionisti riassumono l’emozione che nasce quando si nuota in un lago o al mare, in totale libertà. Ivan Risti, triatleta professionista del team Aqua Sphere, racconta la sua prima volta come uno shock. Era abituato a macinare bracciate come un pesce in un “acquario”, la piscina: «La sola idea di non sapere cosa c’era oltre il buio del fondo del mare mi toglieva un po’ il fiato. Lì, però, ogni bracciata è un passo in avanti verso l’integrazione con la natura meravigliosa che ci circonda. Non deve esserci paura dell’ignoto e della profondità del mare (o del lago), ma la scoperta di vivere l’acqua come non la si conosceva prima. di sicuro è meno faticoso e molto più affascinante».

Concorda anche il suo “collega” di team Alessandro Degasperi, triatleta specializzato in lunghe distanze: «A me, che non sono un gran nuotatore, nuotare in acque libere si addice di più. Il nuoto in queste condizioni è sicuramente più divertente rispetto a quello in vasca«. Come dargli torto?

Anche la showgirl Justine Mattera, ambassador del brand, pratica il triathlon fin da giovanissima: a 17 anni, partecipò alla sua prima gara nell’Atlantico. «L’acqua è il mio elemento, mi appartiene e mi fa sentire a mio agio al 100%. L’idea della prossima gara mi dà la carica per allenarmi». Nuotare in acque libere, insomma, le regala motivazione ed entusiasmo.