Hiking: come scegliere l’itinerario giusto
Le escursioni in montagna sono un toccasana per il corpo e per la mente, ma occorre affrontarle con buon senso e studiare il percorso prima di affrontarlo
Camminare in alta quota è una delle attività fitness più praticate. Molto efficace per il fisico, regala anche grandi benefici sull’umore ed è adatta a tutti, perché le escursioni possono essere più o meno lunghe, più o meno impegnative, su terreno più o meno ripido e difficoltoso, con maggiore o minore dislivello: insomma, ce ne sono per principianti poco allenati e per esperti, con una buona preparazione tecnica e fisica. Il presupposto indispensabile perché la gita sia divertente e allenante, indipendentemente dalle capacità individuali, è scegliere l’itinerario giusto per le proprie possibilità e affrontarlo con buon senso, evitando così di imbattersi in difficoltà o situazioni spiacevoli.
La gita non si pianifica a caso, per scattare delle foto spettacolari da postare sui social, ma solo se è alla vostra portata e se disponete dell’attrezzatura adatta.
Come individuare il sentiero più adatto
Le guide alpine del Consorzio turistico Tre Cime Dolomiti, in Veneto, insegnano quali sono le accortezze indispensabili per individuare e seguire il sentiero giusto.
Un tracciato fuori dalla propria portata può comportare rischi anche seri. Anche se la tentazione sarebbe quella di cercare sui social le foto più sensazionali e di lasciarsi guidare così nella scelta, bisogna invece conoscere la difficoltà dell’itinerario, che è sempre indicata sulla base di una classificazione uniforme stabilita dal CAI. Una strada sterrata o una mulattiera saranno segnalate con la T di turistico, a indicare un sentiero facile, che non richiede una preparazione particolare. La E di escursionistico contraddistingue un percorso su terreno vario, che richiede un minimo di orientamento e allenamento, quello che ci si aspetta quando si intraprende un’escursione in montagna.
La classificazione da non sottovalutare
La classificazione a cui porre più attenzione è la EE che sta per escursionisti esperti. In questo caso il sentiero è più impegnativo, può avere tratti ripidi o esposti, o ancora scivolosi e va affrontato solo se la preparazione è adeguata. Oltre alla classificazione, occorre valutare altri elementi fondamentali, tra cui la lunghezza del sentiero, il dislivello e il tempo necessario. Chi va spesso in montagna e conosce la propria preparazione sa quale lunghezza e dislivello è in grado di percorrere, ma non è così scontato sapersi regolare. A volte, ad esempio, si sottovaluta il cammino di ritorno solamente perché in discesa, senza tener conto della stanchezza che nel frattempo rallenta il passo. Fondamentale è anche controllare le condizioni meteo, affidarsi ai bollettini (soprattutto quelli locali), e avere il coraggio di abbandonare l’impresa se arriva un temporale.
Con gli scarponi da trekking
Qualsiasi sia il percorso scelto, anche per una semplice passeggiata (con classificazione T), in montagna gli scarponi da trekking sono sempre la scelta giusta, l’abbigliamento pratico e tecnico è un must e non deve mancare uno zaino con acqua a sufficienza, cibo per la giornata, kit di primo soccorso e un indumento antipioggia-antivento. È buona norma anche portare un sacchetto in più per i rifiuti da riporre nello zaino.
Ti potrebbe interessare anche:
- Pilates: gli esercizi di "pronto soccorso" dopo i tacchi. Rendi le gambe leggere con un mattoncino
- Yoga: per sconfiggere la sedentarietà prova la Wild pose
- Corsa: il programma outdoor per principianti
- Rucking: mettiti in cammino, zaino in spalla



