Ciaspole: così diventano più allenanti
Camminare non basta: le racchette da neve diventano più allenanti se aggiungete piccoli accorgimenti e gesti che aumentano l’impegno e l’esercizio cardio
Camminare è l’attività più naturale, benefica, alla portata di tutti e la si può praticare in ogni stagione: anche sui sentieri innevati di montagna, grazie alle ciaspole. Le racchette da neve, che si applicano sotto agli scarponcini da trekking invernale, sono uno dei tool più amati dai turisti di ogni età e sono perfette anche in primavera, quando le temperature elevate rendono la neve più bagnata e molle. C’è ancora tempo per approfittare delle potenzialità allenanti di questi attrezzi, durante i weekend in montagna, e il personal trainer Davide Tumiotto spiega come sfruttarle in modo migliore e più divertente.
Gli ultimi dati di Panorama Turismo, l’Osservatorio italiano del turismo montano, mostrano un trend in crescita costante per questa forma di attività ludico-sportiva sulla neve (+4% rispetto alla stagione precedente).
Allenare dalla vita in giù
Dal punto di vista generale, procedere nella neve con le ciaspole è un ottimo allenamento per i muscoli dalla vita in giù. «L’esercizio, meno faticoso se la neve è compatta e più impegnativo se è alta e farinosa, tonifica e rassoda le zone critiche, ma non solo: poiché ci si aiuta nella camminata con i bastoncini da nordic walking, si mette in gioco anche l’upper body e si coinvolge il 90 per cento dei muscoli del corpo» spiega Tumiotto. In più con le racchette ai piedi si esegue un training di tipo aerobico, che migliora la funzionalità cardiaca e polmonare e che, protratto per un arco di tempo sufficientemente lungo, stimola il consumo dei grassi di deposito, aiutando a snellire la figura: «A seconda del ritmo tenuto, più o meno intenso, variano l’impegno cardiorespiratorio e il consumo energetico, che può essere anche piuttosto elevato» rimarca il coach.
I trucchi per potenziare l’allenamento
Durante la camminata con le ciaspole si possono sfruttare piccoli accorgimenti che rendono gli stimoli allenanti più completi: «I tratti in avanzamento stimolano sempre i muscoli delle gambe e dei glutei, ma possono farlo in modi di volta in volta differenti per intensità e con un coinvolgimento diversificato di busto, spalle e braccia» puntualizza l’esperto.
Sulla neve battuta
Se camminate su neve battuta, la situazione meno faticosa è percorrere un sentiero pianeggiante o lievemente ondulato, senza strisciare le ciaspole a terra ma anche senza sollevarle eccessivamente.
Per aumentare leggermente la frequenza cardiaca, se il terreno facile vi consente di avanzare senza l’aiuto dei bastoncini, potete usarli per eseguire dei facili esercizi delle braccia. Sovrapponeteli come se fossero uno solo, afferratene le estremità e mentre camminate effettuate delle spinte verso l’alto con entrambe le braccia. Oppure tenete i due bastoni orizzontali davanti a voi, con presa delle mani a palmo rivolto in su, ed eseguite delle flessioni delle braccia per i bicipiti. Oppure portateli davanti al petto ed effettuate delle spinte in avanti. O ancora simulate il gesto di una pagaiata, o della rotazione davanti al petto di un immaginario volante d’auto.
Sulla neve alta
Per intensificare il training e in particolare il lavoro delle gambe e dei glutei, potete anche spostarvi sulla neve alta (fresca, se c’è, oppure molle per l’effetto del sole). Quando si affonda nella coltre nevosa, si devono sollevare di più i piedi e le ginocchia ad ogni passo: il lavoro della muscolatura è più intenso e l’impegno cardio aumenta.
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