Ansia e depressione: curali (anche) con lo sport
L’attività fisica influisce in modo diversificato ma profondo sul corpo e sulla mente, tanto da essere ormai considerata parte dei percorsi di terapia per chi ha disagi psichiatrici più o meno seri
Tutte sappiamo che la pratica sportiva aiuta a superare i momenti di stress o di disagio psicoemotivo, ma forse non immaginavamo il grande numero di studi clinici che comprovano questo dato di fatto. Come racconta Simona Anselmetti, psicologa e psicoterapeuta, supervisore e facilitator EMDR e specializzata in psicotraumatologia, ne esistono parecchi recentissimi, anche comparativi, che confermano l’azione positiva dell’attività fisica sulla salute mentale, sul benessere, sull’autostima, sulla resilienza. In particolare, il movimento risulta importantissimo per chi soffre di depressione: lo sport ha effetti paragonabili ai farmaci antidepressivi, sovrapponibili ad esempio a quelli della fluoxetina (il principio attivo del Prozac).
Non è casuale, come riferisce la dottoressa, che l’attività fisica sia già inserita in molti protocolli terapeutici integrati per la cura della depressione.
Come agisce
I meccanismi di azione dello sport e, più in generale, del movimento quando sono presenti stress, ansia e depressione, cioè i disturbi psichiatrici più frequenti in tutte le fasce di età, sono molteplici. «Il fitness agisce infatti su due fronti: quello strettamente neurobiologico e quello sociale» spiega Anselmetti.
Dal punto di vista biochimico, svolgere attività sportiva interferisce con il sistema endocrino di risposta allo stress. Come racconta l’esperta, l’organismo reagisce a ogni evento stressante preparando il corpo, attraverso la produzione di una serie di ormoni fra cui il cortisolo, che è benefico se la sua presenza è limitata e circoscritta alla situazione difficile da affrontare. Quando la concentrazione di cortisolo nel sangue rimane elevata troppo a lungo, si parla di stress cronico e sorgono numerosi disagi e disturbi psicofisici: dall’ansia all’insonnia, dalla difficoltà di concentrazione all’irritabilità, dall’aumento di peso all’ipertensione. L’attività fitness riduce la produzione di cortisolo e stimola quella di altri neurotrasmettitori, come le endorfine, la serotonina e la dopamina, legati invece al piacere, al buon umore, al desiderio e alla motivazione, e in questo modo si ripristina l’equilibrio psicoemotivo.
Dedicarsi allo sport crea inoltre connessione sociale, spinge a uscire dall’isolamento, combatte insomma la solitudine che è contemporaneamente causa ed effetto di tanti stati di ansia o depressivi.
Le discipline più adatte
Non esistono studi medico-scientifici che suggeriscano discipline sportive adatte specificamente ai vari disturbi psicoemotivi, ma la dottoressa Anselmetti riferisce gli insegnamenti pratici che l’esperienza con i pazienti forniscono. Le attività come lo yoga, che portano ad ascoltare il corpo, le sue sensazioni e inducono ad affinare la consapevolezza di sé, danno buoni risultati per le patologie come i disturbi alimentari. Chi soffre di ansia, e vive perciò in una condizione di costante allerta, ha bisogno di scaricare la tensione accumulata a livello neurologico: sono indicati quindi gli sport che calmano, ma senza richiedere attenzione o concentrazione eccessiva, come la corsa, il nuoto o quelli che hanno quasi una valenza meditativa, come l’arrampicata.
Ti potrebbe interessare anche:
- Pickleball, il tennis in slow motion
- Total body workout: prova una sequenza ispirata alle discipline olistiche
- Yoga: sciogli le tensioni con un asana in torsione
- Workout estivo: quando fa caldo il recupero è ancora più importante



