23/05/2024

Acqua dance: come cambiano le lezioni in piscina

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 23/05/2024 Aggiornato il 23/05/2024

Allegre, coinvolgenti, le lezioni in piscina accompagnate da musiche di stili diversissimi che trascinano e fanno divertire, sono workout meno danzati e più ginnici rispetto al passato: ma i benefici fitness sono immutati

LOCATION: BOCCONI MILAN
PRODUCT: 004732

Fra i workout ginnici in piscina, uno solo sopravvive al passare dei decenni: l’acqua dance, che per sua natura è un allenamento allegro, vivace e crea un clima ludico dal sapore vacanziero. Però, nel corso del tempo, ha cambiato pelle: un po’ ginnastica aerobica, un po’ danza di gruppo in acqua, un po’ nuoto sincronizzato, un po’ solo a corpo libero e un po’ anche con attrezzi acquatici (incluso il palo della pole dance), ha conosciuto innumerevoli denominazioni accattivanti ed è stato accompagnato da sottofondi musicali di ritmo diversissimo. Oggi Daniela Zezza del team Idroterapia, istruttrice di fitness e fitness acquatico, trainer AguaMovida e insegnante di danza, ci aiuta a fare il punto e a capire come si sia evoluta l’acqua dance.

Obiettivo della disciplina è sempre snellire, rassodare e modellare la figura in modo giocoso e accattivante, con il vantaggio della semplicità, che rende il workout alla portata di tutti.

Coreografie dall’impronta fitness

Mentre in passato hanno trionfato corsi di gruppo in cui venivano riportati in piscina i passi base dei balli caraibici, o le movenze del flamenco e perfino alcune sequenze del lavoro delle ballerine classiche alla sbarra, oggi si punta di più su coreografie dall’impronta fitness. Questo accade perché l’acqua costituisce un freno per tutti i gesti e perciò è impossibile trasferire in piscina gli identici movimenti che si effettuano fuori dalla vasca: tanto più se si tratta di coreografie costruite con passi di danza, di qualunque stile, perché in acqua i tempi di esecuzione sono più lenti.

Ecco allora il trend del momento: una concatenazione di esercizi ginnici (un po’ come avveniva nella ‘”vecchia” aerobica o nello step coreografico), che si adattano facilmente alle frasi musicali del sottofondo: quindi, ad esempio, spinte, calci o knee-up con le gambe, rotazioni e spinte delle braccia, flessioni e torsioni del busto, collegate con passi e spostamenti nelle varie direzioni. I passi mutuati dalla danza e già presenti nell’aerobica tradizionale (come gli chassée, il cha-cha-cha, il mambo) si usano, ma tenendo conto della resistenza opposta dall’acqua e quindi combinandoli agli altri in modo oculato. L’obiettivo finale è fare esercizio fisico, non ballare in senso stretto.

Il ruolo dello stile musicale

L’indice di gradimento di questo tipo di lezioni è elevatissimo, perché si eseguono sì esercizi ginnici, ma si ha comunque la sensazione di ballare. Ciò avviene grazie alla scelta dello stile musicale, che spetta all’istruttore e che permette di rendere i workout di volta in volta diversissimi: si usano il rock (da Vasco o Ligabue a Marilyn Manson), l’hip-hop, i brani pop di ogni epoca, perfino la polka e il can-can. L’effetto è trascinante e coinvolgente e con gli allievi più avanzati si possono creare anche sequenze di movimenti più complessi e quindi più sfidanti.

Se volete provare questo genere di training, sappiate che l’acqua dance è per tutte, anche per chi è in sovrappeso o è molto sedentaria. Il lavoro in acqua, grazie allo scarico del peso, rende più dolce e atraumatico l’esercizio e questo permette di puntare solo sui vantaggi di tone-up, sul consumo calorico e sui benefici del continuo massaggio idrico.