21/05/2018

Ginnastica ritmica: le Farfalle volano in alto

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 21/05/2018 Aggiornato il 22/05/2018

Reduci da nuovi, prestigiosi successi agonistici, ecco le sei ragazze della squadra nazionale di ginnastica ritmica viste con gli occhi della loro allenatrice

Freddy

Sono appena ritornate dalle finali della World Challenge Cup di Guadalajara con una medaglia d’oro, nell’esercizio con i 5 cerchi, e una d’argento, nella prova con 3 palle e 2 funi. Le Farfalle azzurre della ginnastica ritmica, attuali detentrici del titolo mondiale nella specialità 5 cerchi, sono state ancora una volta la squadra da battere: con un mix di tecnica sopraffina, doti atletiche, eleganza, leggiadria, capacità espressive, ritmo e spettacolarità queste ragazze giovanissime incantano pubblico e giudici.

Hanno fra i 17 e i 22 anni, vivono e si allenano insieme 11 mesi all’anno e sono la prova che il successo si conquista con passione, tanto impegno e forza di carattere.

La Nazionale di ritmica, di cui Freddy è sponsor tecnico federale, ha sei componenti (ma le routine di gara sono eseguite solo da cinque di loro) e la loro allenatrice, Emanuela Maccarani, ce le fa conoscere meglio. Dalla prossima settimana poi, per 8 appuntamenti, saranno loro a presentarsi una per una, a raccontare i loro allenamenti e le loro specialità e a suggerirci qualche semplice esercizio, ispirato alla ginnastica ritmica, alla portata di tutte.

Quali sono le qualità indispensabili per diventare ginnaste top?

«Le bambine iniziano in tenerissima età, in forma ludica, a lavorare a tempo di musica con i piccoli attrezzi della ritmica (cerchio, palla, clavette, fune e nastro) e a sviluppare le loro capacità. La coordinazione è indispensabile, insieme alla mobilità articolare e alla scioltezza: in questa disciplina, infatti, occorrono ampiezze naturali di movimento molto pronunciate. A una ginnasta di talento serve poi la personalità, perché l’armonia, la leggerezza, l’eleganza e l’espressività dell’esecuzione vengono da dentro. Tutto questo si sviluppa in anni di lavoro sulla tecnica e sul carattere, perché in pedana si portano capacità fisiche, controllo degli attrezzi, ma anche coraggio e creatività».

Cosa serve per lavorare in squadra?

«Bisogna fidarsi e affidarsi alle compagne, perché la ritmica è uno sport di automatismi in cui si deve riuscire a eseguire movimenti complessi anche in frazioni infinitesimali di secondo».

Perché le Farfalle hanno una marcia in più rispetto alle avversarie?

«Questo gruppo è il top, il loro punto di forza sta nella testa che hanno, nell’educazione alla disciplina, nel carattere: sono serene, determinate a raggiungere i loro obiettivi, molto unite anche al di fuori della palestra. Lo stare insieme tira fuori la parte più bella di ciascuna di loro».

Venite a conoscerle

Emanuela Maccarani ci presenta le sue atlete una per una (nella foto di apertura dall’alto in basso e da sinistra a destra).
Anna Basta: è la più giovane del gruppo, ma in gara si esalta letteralmente e dà il meglio di sé.
Letizia Cicconcelli: è una ginnasta di classe, è entrata in squadra per ultima (prima gareggiava nell’individuale) ma si è ambientata perfettamente.
Alessia Maurelli: la capitana è una forza della natura, solare, piena di creatività e di inventiva.
Martina Centofanti: la vice-capitana è il Pelè della squadra, fa i numeri più difficili e rischiosi (con successo)
Martina Santandrea: sembra uno scricciolo delicato ma ha una capacità di concentrazione e una grinta che in gara le danno grande sicurezza.
Agnese Duranti: è l’incarnazione dell’eleganza, quella che attira gli sguardi e che ogni allenatrice vorrebbe avere in squadra.

 

ART-1-in-calce—10—Cicconcelli,-Duranti,-Maurelli,-Santandrea,-Centofanti
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