24/09/2026

Escursioni in montagna: 3 benefici da provare

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 24/09/2026 Aggiornato il 25/09/2026

Non sono solo un’attività piacevole per l’ambiente in cui si svolgono: le camminate in quota garantiscono training fisico, relax per la mente e vantaggi sull’umore e sull’autostima

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Chi le ha provate sa quanto sia facile appassionarsi alle escursioni in montagna, un’attività sportiva adatta a tutti, perché può essere modulata in funzione del proprio grado di allenamento e delle proprie esigenze, e che in ogni caso è appagante e benefica. Immergersi nella natura, ammirare panorami di ampio respiro, percorrere mulattiere e sentieri scoprendo la flora e la fauna del luogo, sfidarsi a raggiungere rifugi in quota o, semplicemente, una radura o un laghetto dove fermarsi e riposarsi: sono tutte opportunità che, da soli o in compagnia, rendono la vacanza attiva e rigenerante.

Con la giusta attrezzatura e scegliendo itinerari appropriati alle proprie possibilità, tutti possono godere degli effetti terapeutici ad ampio spettro delle camminate fra vette, boschi e radure

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Perché l’escursionismo è una buona idea

Gli esperti dei Vitalpina Hotel, strutture ricettive altoatesine specializzate nelle attività fit-wellness in montagna, ci raccontano 3 buone ragioni per praticare l’escursionismo montano.

  1. Camminare in montagna fa bene al corpo, più di quanto possiamo immaginare. Il terreno non è sempre pianeggiante, come in genere accade nel fondovalle, magari lungo il torrente, ma offre itinerari con pendenze più o meno accentuate. L’irregolarità del fondo su cui si cammina, le salite e le discese anche importanti, i saliscendi più dolci permettono un allenamento muscolare completo. L’esercizio tonifica, scolpisce, rimodella. Inoltre lo svolgimento di un lavoro di tipo aerobico, con un ritmo anche blando ma protratto a lungo, favorisce la salute cardiovascolare, migliorando le prestazioni del cuore e la capacità polmonare. Contribuiscono a questo aspetto del training anche l’ambiente specifico in cui ci si trova, l’altitudine, la presenza di un’aria più rarefatta che in pianura: organi e apparati sono chiamati ad attivarsi e a un adattamento che li rende più efficienti. Anche il dispendio energetico è significativamente più alto rispetto a una passeggiata su terreno pianeggiante e, a parità di passi, si bruciano più calorie e si mantiene il metabolismo attivo. Insomma, camminare in quota è un toccasana per la forma fisica.
  2. L’escursionismo è benefico per la mente e per il tono dell’umore, perché agisce come una vera e propria terapia naturale allo stress. È un’occasione perfetta per staccare la spina e dimenticare, almeno per qualche ora, le preoccupazioni e i pensieri della vita quotidiana. L’esposizione al sole, all’aria pulita e ricca di ossigeno e il contatto con la natura hanno un’azione detox e ricadute positive sull’umore e sulla qualità del sonno.
  3. Ci sono anche vantaggi psicoemotivi legati alla sfida che l’ascensione e il raggiungimento della meta offrono. Conquistare una vetta dopo aver faticato, mettendosi alla prova e superando le proprie paure, ha ricadute positive sull’autostima e questo fa sentire più sicure, pronte a ridimensionare i problemi quotidiani e ad affrontare anche le difficoltà con più fiducia.