06/11/2023

Acquagym: total body workout in galleggiamento

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 06/11/2023 Aggiornato il 06/11/2023

Combinando a vostro piacimento una serie di esercizi in cui staccate i piedi dal fondo vasca, fate lavorare tutta la muscolatura in modo completo ed efficace

acquaticita

L’acquafitness è una disciplina che si presta molto al fai-da-te, ogni volta che volete sfruttare un bagno in piscina per eseguire qualche efficace esercizio di tone-up. Luca Madini, allenatore di nuoto, formatore di fitness acquatico e club manager del centro Aquamore di Abbiategrasso (MI), ve ne suggerisce alcuni ad hoc, scegliendoli fra quelli che descrive nel suo libro “Manuale di acquagym” (edizioni Youcanprint).

La sfida che vi propone l’esperto è di provare gli esercizi in galleggiamento, una categoria utilissima per mettere in gioco in modo completo tutta la muscolatura del corpo.

Se non avete una grande acquaticità, o siete principianti, cominciate aiutandovi con il sostegno di una cintura galleggiante o del tondoludo

Staccate i piedi dal fondo

Si definiscono “in galleggiamento” tutti i movimenti in cui non avete i piedi appoggiati al fondo della piscina, o sul fondale se siete al mare. La durata di ogni esercizio dipende dal vostro grado di allenamento: eseguiteli a sensazione, divertendovi e prendendovi delle pause di recupero fra l’uno e l’altro. Potete anche alternarli a più semplici fasi di andature acquatiche (con i piedi “comodamente” in appoggio).

  1. Gambe a bicicletta. Il movimento della pedalata in sospensione si può eseguire con le gambe chiuse oppure divaricate, lavorando con un assetto quasi orizzontale oppure muovendole sotto il corpo e mantenendo una posizione più verticale.
  2. Gambe apro/chiudo. Portatevi in posizione “seduta”, poi aprite e chiudete le gambe, tenendole tese e dritte davanti a voi. Se non riuscite, flettete le ginocchia.
  3. Gambe incrociate. Nella stessa posizione dell’esercizio precedente, estendete le gambe davanti a voi e, tenendole tese, incrociatele più volte (una sopra e una sotto, alternando la posizione).
  4. Gambe a dorso. Ancora in posizione “seduta”, battete le gambe dritte e tese davanti a voi, come nella nuotata a dorso. Per mantenere la posizione, compensando la spinta propulsiva, usate dei movimenti delle braccia (ad esempio delle piccole bracciate ispirate allo stile rana del nuoto).
  5. Battuta di gambe rannicchiata. Mettetevi in posizione seduta, con la schiena leggermente reclinata all’indietro, è battete velocemente le gambe tenendole vicine al petto, chiuse o divaricate.
  6. Sforbiciata laterale. Posizionatevi su un fianco e, con le gambe tese, effettuate delle ritmiche sforbiciate. Poiché tenderete a spostarvi, alternate frequentemente il lato di esecuzione.
  7. Posizioni fisse. Provate a tenere ferme le gambe, restando in sospensione, e a muovere solo le braccia (aperture e chiusure davanti al petto, bracciate a rana, spinte in basso). Le gambe possono essere dritte e tese davanti a voi, divaricate e tese oppure con le ginocchia raccolte al petto: dipende dalla vostra acquaticità.