Voglia di dolce? Punta sui cachi

Roberta Camisasca Pubblicato il Aggiornato il 15/11/2018

Una trasgressione senza sensi di colpa? I cachi! Sono ricchi di fruttosio, dolcissimi e molto energetici. Ideali come dessert o dopo la palestra

cachi

 

Il momento migliore per gustarli è adesso, alle porte dell’inverno. I cachi sono il frutto energizzante per eccellenza perché ricchi di fruttosio che dà il carburante giusto per affrontare il freddo in arrivo. Dolcissimo, è ideale come dessert o merenda, perché soddisfa la voglia di trasgressione golosa apportando però anche preziosi nutrienti, come sali minerali, vitamine e fibre.

Un albero che arriva dall’Oriente

L’albero dei cachi appartiene alla famiglia delle Ebenaceae di origine asiatica, conosciuto e coltivato in Cina da oltre 2000 anni. Piuttosto resistente, soffre però le gelate primaverili e le temperature inferiori ai 15 gradi. Era tradizionalmente apprezzato nell’antichità per l’effetto concimante del suo fogliame e per la facilità con cui il legno dei rami alimentava il fuoco dei camini.

Un mix di sostanze utili

In Italia è coltivato in Emilia e in Veneto e nelle Regioni centrali e meridionali, soprattutto Campania e Sicilia. La stagione dei frutti (in realtà si tratta di bacche) è l’autunno. Ricco di zuccheri, fruttosio e glucosio, il frutto apporta oltre 6 grammi di fibre, in parte solubili. Ottimo quindi in caso di stitichezza e intestino pigro. Di interesse nutrizionale è l’apporto di minerali, soprattutto potassio, a fronte di un bassissimo tenore di sodio. Perfetto per gli sportivi e per la convalescenza, dopo una brutta influenza.

Amici del cuore

Tra le vitamine, da segnalare è la ricchezza della C, che però decade nei frutti troppo maturi. Molto presenti anche i carotenoidi, soprattutto beta-criptoxantina e beta-carotene, il precursore della vitamina A. Contiene anche composti di natura polifenolica e tannini, composti bioattivi la cui presenza si riduce man mano che il frutto matura e aumenta il tenore di zuccheri. I composti biologicamente attivi, naturalmente presenti sia nel frutto che nelle foglie, sono stati oggetto di studi che ne hanno evidenziato i potenziali effetti positivi, soprattutto sull’apparato cardiovascolare.

Occhio alle porzioni…

Non bisogna dimenticare che tutte le varietà hanno un valore energetico elevato e apportano zuccheri: perciò occhio alle porzioni! Fa eccezione il caco-mela: unisce la consistenza della mela con il gusto del cachi, è meno zuccherino e può essere consumato subito dopo la raccolta.