I superfood della nonna certificati dalla scienza, dalla cipolla rossa ai meloni-banana

Roberta Camisasca Pubblicato il Aggiornato il 13/10/2018
I supercibi della tradizione, nutrienti, semplici e genuini, vivono una riscoperta grazie alla scienza, che avvalora le loro virtù. Li conoscete tutti?
superfood nonna

Secondo un’analisi Coldiretti su dati Ref Ricerche, i supercibi della nonna, dalla frutta ai legumi, sono una valida alternativa ai prodotti esotici di moda oggi, come la curcuma o le bacche di goji, ma anche ai novel food, i cibi fatti in laboratorio che hanno ricevuto il via libera dell’Unione Europea e potrebbero presto arrivare nei supermercati. Il cibo salutistico vale circa il 10% degli acquisti e aumenta il doppio del mercato, con casi eclatanti come i semi di zucca, le cui vendite sono cresciute nell’ultimo anno del 28%, il farro (più 16%), le mandorle (più 15%) o la farina di riso (+8%), secondo l’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy.

Sono buoni, sani, gustosi. I cibi che arrivano dal passato sono, a sorpresa, la vera novità in cucina

Una domanda che ha trainato la riscoperta di superfood antichi con proprietà salutistiche riconosciute dalla tradizione popolare e oggi certificate anche dalla scienza. Dalla cipolla rossa di Cavasso Nuovo, dal Veneto, un toccasana contro stress, ipertensione e colesterolo, ai meloni banana dell’Emilia Romagna che, grazie a calcio, fosforo e potassio, aiutano contro osteoporosi e malattie cardiovascolari.

Le giuggiole sono utili a chi soffre di pressione alta ma anche per combattere insonnia e ansia. Anche l’azzeruolo, albero simile al biancospino, possiede proprietà medicinali: i frutti sono ricostituenti e tonici mentre i fiori sono indicati nella cura di arteriosclerosi e ipertensione. Mele e pere cotogne, ricche di pectina, aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e glicemia nel sangue, mentre le pere volpine limitano l’assorbimento di grassi e colesterolo. Il corbezzolo è ricco di tannini, noti antiage.

In Sardegna è stata recuperata “sa” pompia, una sorta di cedro dal quale si ricavano oli essenziali che curano tosse e raffreddore. In Friuli Venezia Giulia sboccia la rosa di Gorizia, una varietà di radicchio rosso depurativa. La melanzana rossa della Basilicata vanta proprietà antiossidanti, oltre a ridurre il colesterolo. Dalle Marche arrivano le visciole, varietà di ciliegia dalle proprietà rinvigorenti. La roveja di Cascia, coltivata dagli agricoltori umbri, è un legume ricco di proteine e pochi grassi, adatto a chi deve perdere peso.

In Sicilia la fava di Leonforte assicura un alimento ricco di sali minerali, mentre nel Lazio si producono i fagioli del Purgatorio dalle ottime proprietà nutrizionali così come in Campania c’è il pomodorino del piennolo, antiossidante. La patata viola ha proprietà antitumorali e antietà, grazie ad alcune sostanze presenti nella buccia. Infine è ligure il chinotto che, oltre alle proprietà digestive, antiossidanti e antinfiammatorie, riduce l’effetto tossico di minerali presenti nell’ambiente, proteggendo dall’inquinamento.