11/06/2026

Frutta esotica: scegli bene per sentirti in forma. E già in vacanza

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 11/06/2026 Aggiornato il 11/06/2026

Hanno colori vitaminici, nomi e figure stravaganti che fanno subito vacanza. In attesa di partire, portiamo un po’ freschezza a tavola con i frutti esotici 

frutta esotica

Madre natura non è certo stata avara di fantasia, regalando loro forme originali che si sono declinate poi in nomi altrettanto particolari. Affondano le loro radici in terre esotiche, ma oggi, senza fare lunghi viaggi, li possiamo portare anche sulle nostre tavole, sfruttandone tutte le virtù per il nostro benessere. Questa varietà di frutta cresce in luoghi caldi e umidi, con periodi di forti piogge, che influenzano e caratterizzano il loro contenuto nutrizionale per offrire alle popolazioni locali ciò di cui hanno bisogno in materia di micronutrienti e idratazione. «Il tratto distintivo di tutta la frutta esotica è la ricchezza in vitamina C, ma occorre fare attenzione perché non tutta quella che arriva nei nostri negozi racchiude i benefici e i sapori del Paese di origine», dice la dottoressa Federica Grandi, dietista del Centro di Cura dei Disturbi dell’Alimentazione del Policlinico San Pietro, alle porte di Bergamo. Il motivo?

Per permetterne il trasporto, la frutta viene raccolta prima della maturazione, un fattore che diminuisce un po’ la sua potenzialità. Il consiglio al momento dell’acquisto è leggere in etichetta che il trasporto sia stato via aereo per abbattere i tempi di viaggio.

Nel carrello estivo

Il guava è in assoluto il più ricco di vitamina C (ne contiene quattro volte di più delle arance). Fai pressione sulla buccia, che deve essere morbida, per capire se ha raggiunto il giusto grado di maturazione, e di un colore giallo-verde brillante. Il frutto ha una buona disponibilità di fibre contenute nei semi e per questo può essere irritante se sei predisposta a disturbi gastroenterici. «Frulla il guava con limone e un pizzico di sale per ottenere un drink utile a reintegrare i minerali persi con la sudorazione», precisa la dietista.

Il dragon fruit dalla polpa bianca (più facile da trovare da noi) o fucsia contiene anche vitamine del gruppo B e ferro che viene facilmente convertito grazie alla vitamina C presente naturalmente nel frutto per essere poi assorbito dall’organismo. Non comprarlo se le sue foglioline a forma di alette sono secche: significa che il frutto è vecchio. Può essere lassativo. È ottimo nelle macedonie o a pezzetti nello yogurt bianco o greco.

Il mangostano si mangia a spicchi e la buccia deve essere elastica. Contiene una buona quantità di vitamina B9 o acido folico. Surgela i suoi spicchi e gustali come snack refresh.

La carambola o star fruit deve essere di colore giallo con i profili marroni per essere ben maturo. Attenzione perché contiene acido ossalico, controindicato se soffri di calcoli renali. Lo puoi mangiare nello yogurt o nelle insalate di pesce.

Il komquat assomiglia a un mandarino molto piccolo e si mangia con la buccia, che consente così di sfruttare anche la sua ricchezza di vitamina A e fibre. Da evitare se hai episodi di reflusso gastroesofageo perché il frutto può dare acidità per via degli oli essenziali e delle fibre racchiuse nella scorza. Puoi aggiungerlo a un’insalata di finocchi con tonno o salmone.

Il tamarindo è raccolto nel suo baccello. Quando lo acquisti, scuotilo un po’: se il seme dentro si muove significa che è vecchio (deve invece rimanere attaccato al suo baccello). È fonte di magnesio, un oligoelemento smart in estate contro eventuali crampi di calore. Può essere lassativo se hai l’intestino delicato. Prepara dell’acqua di tamarindo frullando la polpa con acqua e ghiaccio

Il jackfruit ha un sapore che è un mix di ananas, arancia e pesca e puoi mangiarlo fresco dopo il pasto o come spuntino sgranandolo a pezzetti. È ricco di vitamine, magnesio, calcio e ferro. Curiosità: è il più grande frutto da albero al mondo.

Il lulo è mangiato nella sua madrepatria (Colombia ed Equador) da chi lavora molte ore sotto il sole per dissetarsi e reintegrare i sali minerali persi. Contiene vitamina C, del gruppo B, magnesio e betacarotene. Se mangiato in eccesso può dare disturbi gastrointestinali. «Mettilo nel freezer e poi frullalo per ottenere una bevanda fresca», conclude Grandi.