09/01/2018

Cuore protetto a tavola: ecco gli “sgarri” che fanno bene

L'alimentazione amica del cuore comprende sfizi come pasta, peperoncino, cioccolato e caffè. Purché con moderazione e light
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Basta demonizzare i piaceri della buona tavola, come pasta, cioccolato e caffè. A dirlo sono i cardiologi di Place (Platform of Laboratories for Advanced in Cardiac Experience) riuniti a Roma per un convegno. Gli alimenti, se scelti con cura e cucinati bene, sono i farmaci del futuro, soprattutto per il cuore, spiegano gli specialisti. Ecco cosa potete concedervi (con le dovute cautele).

  1. Sì ai carboidrati: pane e pasta vanno bene, preferibilmente integrali, di farro e di orzo, e conditi in modo leggero. Via libera a spezie e aromi come origano, capperi, cipolla rossa, pepe, curry, zenzero, basilico, prezzemolo. Il sale? Ne basta un pizzico: la dose giornaliera da non superare è 5 grammi, pari a due cucchiaini da tè.
  2. Sì a cioccolato fondente e caffè: fino a 3 tazzine al giorno, senza zucchero, al limite con una punta di zucchero di canna o miele.
  3. Sì a cibi e bevande “rosse”: vino rosso, peperoncino, frutti rossi/violacei (come fragole e frutti di bosco) e pomodoro, meglio se cotto perché libera una sostanza che ha azione protettiva per la salute.
  4. Attenzione ai succedanei del pane come cracker e grissini, che provocano un picco di insulina e fanno venire fame, e alle proteine animali (massimo 0,8 grammi per chilo di peso): meglio quelle di origine vegetale contenute nei legumi, che garantiscono il giusto contenuto di carboidrati complessi, grassi, fibra solubile e insolubile, niacina, folati, ferro, zinco e calcio.

Vietato poltrire

Concesse le bontà della dieta mediterranea, dunque, purché poi non si poltrisca sul divano. La sedentarietà è il nemico numero uno del cuore. Basta camminare a passo spedito per mezzora al giorno per mantenere un cuore in salute: lo ribadisce uno studio condotto su 130.000 persone di 17 Paesi e pubblicato su The Lancet. Dimostra che un’attività regolare anche di soli 30 minuti al giorno, come la camminata, può ridurre il rischio di morte da malattie cardiovascolari fino al 30%.

Lo svolgimento di attività fisica aerobica regolare, inclusa la camminata veloce, riduce in modo significativo la frequenza cardiaca ed è associata a una riduzione del rischio cardiovascolare sia in soggetti sani, sia in quelli con fattori di rischio o che hanno già avuto un evento. Inoltre l’attività fisica svolge un effetto benefico sugli altri fattori di rischio cardiovascolare, quali ipertensione, diabete, ipercolesterolemia e sovrappeso.