25/10/2026

Pasta, basta fake news nel piatto

Alberta Mascherpa Pubblicato il 25/10/2026 Aggiornato il 25/10/2026

Sono tanti i falsi miti che ruotano intorno al piatto più amato e chiacchierato d’Italia. Il giorno giusto per smascherarli? Il World Pasta Day che si celebra il 25 ottobre

25 ottobre Pasta Day

Bisogna eliminarla del tutto se si vuole perdere peso. Mai mangiarla la sera. E se si è ceduto alla tentazione via subito in palestra. La pasta è l’alimento che in genere viene bandito quando si decide di far scendere l’ago della bilancia. A torto.

Il World Pasta Day che si celebra il 25 ottobre offre l’occasione per riflettere sui tanti falsi miti che ruotano intorno a questo alimento.

 

Eliminarla non fa dimagrire

«Non è vero» precisa Angelina Galiulina, nutrizionista e co-founder di Corposostenibile, centro online specializzato in Nutrizione Integrativa. «Non è certo la pasta, da sola, a determinare l’aumento di peso e non è la sua eliminazione a garantire automaticamente un’alimentazione migliore: ciò che conta è l’equilibrio complessivo tra ciò che si mangia, le quantità e il proprio stile di vita». Da uno studio italiano condotto nel 2016 su oltre 23.000 persone è emerso che chi mangia pasta con regolarità, nel contesto di un’alimentazione mediterranea, ha in media un indice di massa corporea e una circonferenza vita più bassi. «Perché nessun alimento preso singolarmente determina un aumento di peso che è dovuto solo a un eccesso totale di calorie: la pasta può benissimo trovare spazio in un percorso di dimagrimento purché sia ben calibrato sulle esigenze e anche sulle preferenze del soggetto» continua l’esperta.

 

È sempre il momento giusto

Perché poi non si dovrebbe mangiare la pasta a cena? «È un altro falso mito» continua Galiulina. «Se le calorie complessive della giornata sono le stesse, il risultato non cambia semplicemente perché la pasta è stata mangiata la sera. Il corpo non tiene un conto separato per ogni pasto, ma ragiona sull’insieme. Quello che conta è ascoltare sempre le proprie reazioni: in soggetti sani se un piatto di pasta viene digerito bene e non interferisce con il sonno, non c’è motivo di eliminarlo soltanto perché è sera». Basta qualche piccola strategia per continuare a consumare la pasta gustandola senza sensi di colpa. Ecco 5 consigli utili.

 

La porzione? Non è un numero fisso

La quantità standard indicata dai LARN per la pasta secca è di 80 grammi, ma la porzione va adattata alla fame, al livello di attività fisica, al resto dell’alimentazione. Pesarla all’inizio può essere utile per riconoscere visivamente la giusta quantità, senza mai diventare schiavi della bilancia.

 

Mai sola nel piatto 

Aggiungere alla pasta abbondanti verdure e una fonte proteica, legumi, pesce, uova, carne o latticini, permette di costruire un pasto completo e soddisfacente.

 

Il condimento è basilare

Anche le ricette più ricche non sono da demonizzare. Una carbonara o una cacio e pepe possono trovare spazio nel quadro di un’alimentazione equilibrata se non si esagera con le quantità e le si consuma come piatto unico insieme a un contorno di verdure.

 

La frequenza è una questione personale

La pasta può arrivare sulla tavola anche tutti i giorni purché l’alimentazione sia equilibrata e varia: la frequenza va sempre calcolata sulla base del resto della dieta cercando sempre di alternare alla pasta altre fonti di carboidrati come riso, pane, legumi o patate.

 

Sempre a tavola e con lentezza

La pasta va sempre assaporata: seduti a tavola, gustandone ogni forchettata. No, invece a un piatto di pasta consumato davanti al pc, in piedi di corsa e con il telefono in mano: mangiare distratti, è provato, porta a esagerare nei pasti successivi.