10/05/2020

Nespole, un frutto dolce dai tanti benefici

Alberta Mascherpa Pubblicato il 10/05/2020 Aggiornato il 10/05/2020

Le prime arrivano ora ma sono già polpose e saporite. Mangiatele pure con tranquillità: un etto ha solo 28 calorie

Nespole

Sono profumate, con quel sapore dolce dalla leggera nota acidula che non stanca mai. Ma il bello delle nespole sta soprattutto nella loro carta d’identità: fatte all’85% di acqua, hanno pochissime calorie, solo 28 per un etto, e per di più contengono potassio in buona quantità.

Hanno ottime proprietà diuretiche e drenanti che aiutano a tenere sotto controllo gonfiore e cellulite.

In più si sono antinfiammatorie (e si sa che infiammazione fa rima con invecchiamento dei tessuti) e se ben mature leggermente lassative e utili quindi per mantenere pulito l’organismo dalle scorie che lo appesantiscono. E per finire come tutti i frutti di color arancione contengono betacarotene, utile per stimolare la tintarella.

Dolci, profumate, leggere

Molte arrivano dalla Spagna ma in vendita in questo periodo si trovano anche le pregiate nespole di Trabia in provincia di Palermo, grosse e polpose. Al momento di comprarle verificate che la buccia sia di colore giallo intenso anche con qualche macchia scura che non ne compromette comunque la qualità, la polpa compatta ma morbida e il profumo intenso, fiorito. In frigorifero rimangono per due, tre giorni ma è meglio tenerle in un contenitore foderato con carta cucina distanziate una dall’altra.

Anche nei piatti salati

Buonissime da sole come frutto, sono perfette da aggiungere alle macedonie ma anche allo yogurt per una colazione oppure uno spuntino leggero ma che soddisfa: con la loro ricchezza in fibre le nespole hanno infatti un ottimo potere saziante. Si possono usare per preparare dolci, mousse e marmellate, ma vale la pena provarle anche in versione salata: come il melone, si tagliano a spicchi da avvolgere poi nel prosciutto crudo o nella bresaola e a dadini si aggiungono alle insalatone miste, anche quelle con il pesce.

I noccioli non si buttano: interrati in almeno quattro centimetri di buon terriccio in una decina di giorni germogliano e in un paio di anni regalano un alberello dalle foglie perenni.