16/01/2026

La nuova piramide alimentare made in USA

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 16/01/2026 Aggiornato il 16/01/2026

Più carne e grassi saturi. La piramide alimentare americana capovolge i paradigmi. I professionisti della nutrizione lanciano l’allarme e richiamano a scelte più salutari 

nuova piramide alimentare americana

Sottosopra. O come dicono Oltreoceano upside-down. È così che si presenta lo schema della piramide alimentare a stelle e a strisce, secondo i nuovi pilastri dell’edizione 2026 delle Dietary Guidelines for Americans, valide fino al 2030. «Ogni Paese aggiorna periodicamente le proprie linee guida alimentari in base alle necessità della popolazione, alle tradizioni culinarie e alla reperibilità delle materie prime a disposizione», spiega la dottoressa Emanuela Russo, dietista all’Istituto nazionale per la cura dell’obesità dell’Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano. Il documento riconosce lo stile alimentare americano come poco salutare con un consumo eccessivo di cibi industriali, precotti o preconfezionati e zuccheri aggiunti, questi ultimi perché già presenti in maggiori quantità in alcuni prodotti quali pane in cassetta, cereali e yogurt, rispetto alla loro versione europea (circa il 20 per cento in più), aumentando i casi di obesità, patologie cardiovascolari, diabete.

L’obiettivo è avvicinare gli americani a cibi più naturali e meno elaborati.

“Born in the USA”… tra luci e ombre

Proteine animali.

Le nuove linee guida raccomandano un maggior consumo di proteine di carne, suggerendo da 1,2 a 1,6 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo al giorno, il 50-100 per cento in più rispetto a quello raccomandato negli anni passati. Non c’è chiarezza però sulla qualità dei diversi alimenti proteici, tenendo conto del fatto che i cittadini statunitensi hanno già un apporto proteico soddisfacente. «Le evidenze scientifiche continuano a sottolineare come le proteine di origine vegetale e il pesce siano più salutari rispetto a quelle derivate dalla carne rossa», precisa la dietista.

Cereali integrali

Solo il 10 per cento degli americani ha seguito il modello precedente che li posizionava alla base della piramide. Non è pertanto possibile fare una valutazione dei lori effetti. Poco comprensibile l’inserimento dei prodotti a base di cereali integrali al vertice della piramide, quando nelle linee guida ne raccomandano due-quattro porzioni al giorno.

Grassi saturi? Liberi tutti

Semaforo verde nel nuovo pattern per i grassi di origine animale (carne, latte intero, i formaggi stagionati, il burro, sego di manzo), che compaiono nella parte alta della piramide e sono definiti grassi salutari. Le evidenze scientifiche attuali dimostrano sempre che questo tipo di grassi, in quantità, sia negativo per il sistema cardiovascolare.

Più frutta e verdura 

«Un valore aggiunto è l’attenzione sul maggiore consumo di frutta e verdura, così come sul leggere le etichette dei prodotti, limitare gli zuccheri aggiunti e i cibi ultraprocessati che per gli americani rappresentano circa il 60 per cento dell’apporto calorico giornaliero», conclude la specialista. Si stimola poi il consumo di fonti proteiche vegetali e di legumi, che sono però poco rappresentati nella grafica della piramide.

L’impatto ecologico. Le nuove linee guida non tengono conto dell’impatto ambientale e socioeconomico delle raccomandazioni alimentari che impattano sull’ambiente e, a loro volta, sono influenzate da fattori socioeconomici e culturali.

L’American Society for Nutrition (ASN) sostiene come imprescindibile il fatto che le nuove direttive siano elaborate da una commissione di esperti indipendenti, con procedure di revisione scientifica standardizzate, pratica non seguita per questa nuova edizione. Per ottenere cambiamenti sulla salute, ASN rileva che le linee guida devono essere supportate anche da politiche e ambienti alimentari, che rendano le scelte salutari più facili e accessibili a tutti.

Il “credo” degli specialisti dell’alimentazione

La Società Italiana di Nutrizione Umana esprime preoccupazione sulla possibilità che la diffusione mediatica della piramide capovolta, senza un commento ragionato, possa influenzare le scelte alimentari di parte della popolazione verso modelli non salutari, rendendo vano l’impegno di ricercatori e professionisti sanitari nel diffondere buone pratiche alimentari. In Italia la Dieta Mediterranea e le tradizionali pratiche culinarie, entrambe riconosciute come patrimonio immateriale dell’umanità, vanno oltre la semplice scelta di alimenti, ma considerano il valore della tradizione della biodiversità, della convivialità e, non ultimo, della sostenibilità in un’ottica One Health.