26/03/2026

La cronodieta mediterranea

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 26/03/2026 Aggiornato il 26/03/2026

Non solo per stabilire l’orario dei pasti, le lancette sono fondamentali anche per decidere quando mangiare determinati alimenti. La piramide alimentare della Dieta Mediterranea si sincronizza con le ore della giornata 

cronodieta mediterranea

La Dieta Mediterranea, modello alimentare patrimonio dell’Umanità e riconosciuto dalla letteratura scientifica per i suoi effetti positivi sulla salute, aggiunge il quadrante dell’orologio alla sua piramide. Il nuovo paradigma, sviluppato dalla Società Italiana di Endocrinologia (SIE) assieme all’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, affianca alla qualità e alla quantità dei cibi anche il momento della giornata perfetto durante i quali mangiarli, assecondando i ritmi biologici, ormonali e metabolici dell’organismo. «Integrare la dimensione temporale e ormonale nella dieta mediterranea significa aggiornare un patrimonio culturale straordinario alla luce delle più moderne conoscenze endocrinologiche», sottolinea il professor Diego Ferone, presidente SIE, ordinario di endocrinologia all’Università di Genova e Direttore unità operativa clinica endocrinologica dell’Ospedale Policlinico San Martino del capoluogo ligure.

 Occhio alle lancette

«Mangiare gli stessi alimenti in momenti diversi della giornata può produrre effetti metabolici differenti, con implicazioni rilevanti per il rischio di sovrappeso e obesità, nonché disfunzioni endocrine associate all’incremento ponderale, legate non solo a diabete mellito di tipo 2 ma anche ad alterazioni della funzionalità delle ghiandole endocrine», continua Ferone.

Questo accade perché ormoni come insulina, cortisolo, melatonina, leptina e grelina oscillano nel corso della giornata, modulando la risposta metabolica, l’appetito, il dispendio energetico e la qualità del sonno.

Il nuovo modello alimentare

Il nuovo modello inserisce i simboli del sole e della luna accanto al disegno della piramide, per indicare i momenti migliori per consumare gli alimenti. «Il sole suggerisce il consumo quotidiano entro la prima parte della mattina, per sfruttare la massima sensibilità all’insulina, di carboidrati complessi – cereali, pasta e pane preferibilmente integrali – legumi, frutta, verdura e ortaggi», commenta il professor Luigi Barrea consigliere SIE e ordinario di nutrizione clinica e dietetica applicata all’Università Pegaso di Napoli. Il simbolo della luna è rivolto alle cene, quando aumenta il rischio di picchi glicemici e accumulo di grasso: la sera si devono preferire proteine magre, verdure e alimenti amici del sonno come noci, semi e latticini, ricchi di triptofano e melatonina che favoriscono il riposo e la rigenerazione muscolare notturna. Per esempio, consumare 40 grammi di proteine prima di dormire può aumentare la sintesi proteica muscolare del 33%, contrastando la perdita di massa muscolare, mentre spostare il 5% dell’energia dai grassi ai carboidrati durante la colazione aiuta a ridurre il rischio di sindrome metabolica. L’olio extravergine di oliva rimane l’ingrediente trasversale da utilizzare sia di giorno sia di sera.

Obiettivo: personalizzazione

Il nuovo modello presta attenzione al cronotipo individuale, gufi o allodole. I primi sono persone che tendono a saltare la colazione e a concentrare il cibo nelle ore serali, quando la sensibilità insulinica è ridotta e la regolazione glicemica è meno efficiente, con potenziali conseguenze negative sulla salute metabolica. La nuova piramide della dieta mediterranea li aiuta a riallinearsi in modo graduale, concentrando il carico calorico nelle ore di luce per evitare il “social jetlag” metabolico, cioè il disallineamento con i ritmi biologici interni, dovuto all’irregolarità delle attività sociali. Le allodole invece sono persone mattiniere predisposte a una maggiore aderenza alla dieta mediterranea, che hanno benefici da una colazione ricca, un pranzo sostanzioso e una cena leggera, soprattutto a base proteica. «Il nuovo modello include attività fisica alla luce del sole, sonno di qualità, convivialità e rispetto della biodiversità stagionale che concorrono in modo integrato al mantenimento della salute endocrino-metabolica», riferisce il professor Salvatore Cannavò, presidente eletto SIE e ordinario di endocrinologia all’Università di Messina.