29/10/2019

Dimagrire con il maitake, il fungo che agisce sulla tiroide. E sul metabolismo

Saverio Pepe
A cura di Saverio Pepe
Pubblicato il 29/10/2019 Aggiornato il 29/10/2019

Depurativo, diuretico, ricchissimo di provitamina D il maitake è un fungo curativo di origini orientali (ma coltivato anche in Europa) che rende la dieta più efficace e combatte anche la cellulite

maitake

Arrivano dalle antiche tradizioni orientali, in particolare cinese e giapponese. Sono i funghi curativi, spesso utilizzati anche come ingrediente saporito in cucina. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che per la loro struttura botanica accumulano in maniera potente  le sostanze benefiche, come i sali minerali, che in altri alimenti sono dispersi tra acque, fibre e vitamine. Sempre per la loro specifica struttura vegetale hanno un’azione rapida e permettono un rapido assorbimento delle sostanze attive. Oggi si trovano in erboristeria e nei negozi di alimentazione naturale. Devono essere biologici e certificati. 

Per chi è a dieta, può essere molto utile il maitake (grifola frondosa), anche detto barbasin, che cresce come fungo commestibile anche in Europa.

Perché è così efficace

Ricchissimo di ergosterolo, ovvero la provitamina D, ha una specifica azione sulla tiroide e sul sistema linfatico. Viene considerato dalla medicina giapponese un potente depurativo, particolarmente utile durante i regimi dimagranti. La leggenda vuole che i raccoglitori in Giappone facessero dei veri e propri salti di gioia quando trovavano un maitake. Grazie alle sue virtù curative, il fungo era particolarmente prezioso e poiché solo negli anni ’80 è iniziata la coltivazione, fino ad allora era una fortuna trovarlo.

Quando serve

Per la capacità depurativa e diuretica è particolarmente indicato, quando al sovrappeso è associata ipertensione e problemi circolatori con cellulite. Si trova in erboristeria o nei negozi specializzati, sotto forma di compresse. La dose consigliata è una compressa con molta acqua da assumere prima di pranzo e una prima di cena. La cura va seguita  per quattro mesi, con un mese di stop.