22/08/2019

Solari, fai una scelta green

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 22/08/2019 Aggiornato il 22/08/2019

Abbronzatura “a basso impatto ambientale”? Oggi è possibile con i solari bio: adatti a qualunque tipo di pelle, compresa quella dei bambini o di chi soffre di eritemi o allergie al sole

solari bio

Sempre in crescita e sempre più verdi. Secondo recenti dati diffusi da Cosmetica Italia, il giro d’affari del mercato dei cosmetici bio ha oltrepassato la soglia di un miliardo di euro nel secondo semestre del 2018, a testimonianza dell’interesse dei consumatori verso prodotti ecofriendly e dermocompatibili. E sotto il sole? Può uno schermo protettivo essere amico dell’ambiente? Lo abbiamo chiesto a Carla Pinti di CCPB, organismo di controllo e certificazione da oltre 30 anni nel settore cosmetico e agroalimentare.

Il raggio verde

Nei cosmetici biologici certificati è ammesso solo l’uso di schermi di natura fisica, pigmenti opachi formati da piccole particelle minerali, in grado di riflettere i raggi del sole senza farli assorbire dalla pelle. I più comuni sono biossido di titanio, ossido di zinco – autorizzato anche in forma “nano” ovvero molto piccola -, biossido di silicio, caolino, ossido di ferro o magnesio. Sono filtri molto resistenti sia al calore sia alla luce, pertanto la loro efficienza non si degrada con il passare del tempo di esposizione. Rispetto ai filtri chimici sono meno sensibilizzanti e sono adatti a qualunque tipo di pelle, compresa quella dei bambini o di chi soffre di eritemi o allergie al sole. Il rovescio della medaglia? Sono insolubili in acqua e possono richiedere l’aggiunta di numerosi composti per potere essere amalgamati in creme o spray. Ecco perché i solari con schermo fisico danno un “effetto fantasmino” con la patina bianca che lasciano sulla cute. Negli ultimi anni, per ridurre questo spiacevole effetto, grazie a numerosi studi di ricerca sono stati lanciati sul mercato prodotti con molecole minerali micronizzate, cioè di dimensioni molto ridotte, per garantire migliore scorrevolezza e comfort sulla pelle.

Oli e burri naturali

Nella formulazione dei solari certificati biologici sono presenti ingredienti naturali derivati da agricoltura biologica e da raccolta di piante spontanee, senza petrolati e sostanze poco dermocompatibili. Le principali hanno azione idratante e lenitiva come oli ed estratti che ne migliorano le performance in termini di protezione e hanno anche un effetto antiossidante sull’epidermide. Tra queste spiccano burro di karité, aloe vera, glicerina di origine naturale, olio di carota che contiene beta-carotene, olio di semi di melograno e di crusca di riso. Anche l’imballaggio può essere realizzato con materiali a basso impatto ambientale e il più possibile riciclabile.

Evitare i fake

Purtroppo ad oggi non esiste ancora una regolamentazione standard per stabilire se un cosmetico è davvero “bio” e le aziende si affidano a organismi di certificazione privata. Si tratta di certificazioni volontarie per dare garanzia al consumatore che il cosmetico che sta acquistando rispetti determinati requisiti. Il consiglio è verificare in etichetta che il prodotto non contenga filtri chimici, che riporti il simbolo della certificazione per un cosmetico biologico o naturale, il nome dell’organismo di controllo e la lista degli ingredienti. Per quanto riguarda la certificazione CCPB, il 95% degli ingredienti naturali e il 10% sul totale degli ingredienti devono essere biologici certificati, affinché uno skincare e di conseguenza un solare possa essere definito bio.