Il sole a primavera

Redazione Pubblicato il 16/04/2026 Aggiornato il 16/04/2026

La voglia di esporsi è tanta ma i raggi primaverili non vanno sottovalutati: possono comunque dare qualche fastidio alla pelle. Per questo servono protezione e cure restitutive

primo sole

La bella stagione è ai suoi esordi e le giornate di sole ci invogliano a scoprire la pelle per dare un colpo di spugna a quel velo di pallore che ci ha accompagnate nei mesi più freddi e bui. Parola d’ordine: garantire un aspetto radioso alla cute di viso e corpo, sempre con le dovute precauzioni.

Gli effetti positivi del sole

«L’irraggiamento del sole è importante per regolare il ritmo sonno-veglia, attivare la sintesi di vitamina D, fondamentale per rafforzare il sistema immunitario e la salute delle ossa, e migliorare l’umore», spiega la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa a Milano.

Inoltre, il sole aiuta a mantenere la giusta temperatura corporea, è un antibatterico naturale e stimola la produzione di melanina, il pigmento che colora la pelle e la protegge dal “lato oscuro” degli ultravioletti.

È timido, ma…

Il sole agli inizi della primavera non è caldissimo e proprio per questo non dobbiamo abbassare la guardia. Ricorda però che dal mese di aprile le sue radiazioni diventano piuttosto intense. «Non percependo un forte calore, il rischio è di esporsi troppo e arrossare la pelle, e in alcuni casi già di scottarla, e causare anche danni da foto-invecchiamento», precisa la specialista.  

Cosa fare

Per evitare desquamazioni già all’inizio della stagione che a loro volta possono favorire un effetto bronze piuttosto maculato, l’imperativo è dissetare la pelle con un idratante. Per questo scopo sono di aiuto anche le acque termali da usare sul viso al posto dell’acqua del rubinetto, che in città è molto calcarea.  Serve poi una protezione adeguata. «Sia per i fototipi scuri sia per quelli chiari, è fondamentale per le prime esposizioni affidarsi a un solare che contenga un fattore di protezione SPF 50+ da applicare mezz’ora prima di metterci al sole», raccomanda la dermatologa. La formulazione deve contenere un filtro UVA (responsabili dell’invecchiamento) e UVB (sotto accusa per lo sviluppo di eritemi). Di giorno, dopo la crema, sì a un siero antiossidante, per contrastare l’azione dei radicali liberi.

Con gradualità 

«Esponiamoci poco alla volta, meglio ancora senza rimanere ferme sotto al sole», conclude la dermatologa. Applichiamo sempre la protezione se facciamo sport all’aperto. E se la cute è particolarmente chiara e reattiva, l’astuzia è indossare una T-shirt dai colori neutri in fibra naturale (anche per l’abbronzatura sul terrazzo di casa). Il doposole lenitivo è un gesto irrinunciabile.

L’articolo con l’intervista completa alla dottoressa Magda Belmontesi è sul numero di Silhouette Donna di aprile, ora in edicola.