La cellulite non va in letargo… purtroppo

Alberta Mascherpa Pubblicato il Aggiornato il 07/01/2019

Anzi, con il freddo si finisce per trascurarla con il rischio che peggiori. Meglio prendersene cura con costanza per avere un corpo perfetto in primavera

cellulite inverno

Sta lì, tranquilla per così dire, sotto le calze spesse e i pantaloni pesanti, ma non sparisce. E con l’arrivo della bella stagione presenta tristemente il conto.

Parliamo ovviamente della cellulite che spesso finisce per essere dimenticata durante la stagione fredda.

Il risultato? Un visibile peggioramento e, come ricordo di un inverno poco virtuoso, cuscinetti visibili, gonfiori e rotondità ancora più accentuate.

Mai dimenticare le cure

Meglio allora non trascurare il problema e, sia pur senza ansia, farsene carico quotidianamente se possibile o almeno a cicli di cura di un mese da ripetere un paio di volte, anche tre, nel corso della brutta stagione.

La miglior strategia rimane quella di utilizzare un trattamento che favorisca il drenaggio, rimetta in moto la circolazione e aiuti a smaltire i grassi in eccesso accumulati dalla vita in giù.

Le soluzioni pratiche

La voglia di stare scoperte per spalmarsi la crema è poca visto il freddo? In aiuto arrivano innanzitutto i pratici patch imbevuti di sostanze drenanti, stimolanti e riducenti.

Si applicano in un attimo, nei punti dove serve, e si lasciano agire indisturbati, anche sotto gli abiti. Meglio però non metterli di notte perché se si sfrega di continuo la parte contro il lenzuolo si rischiano arrossamenti e irritazioni.

Bene anche per le creme “riscaldanti” che ripagano del tempo necessario a metterle con una piacevole sensazione di calore che attiva il microcircolo e favorisce la penetrazione delle sostanze attive.

Un alleato: lo scrub

Da non dimenticare in ogni caso lo scrub: quello a base di sali marini si può programmare sulla parte bassa del corpo una volta ogni settimana o dieci giorni: oltre a liberare dalle cellule morte e dare respiro alla pelle, favorisce il drenaggio e contribuisce attivamente a contrastare il gonfiore.

Caldo sì, ma con la testa

Attenzione infine ad adottare buone abitudini: niente soste prolungate vicino a fonti di calore dirette perché si rischia di ostacolare la circolazione e immersioni brevi in vasca preferendo la doccia, sempre per evitare che il caldo dilati i piccoli vasi rallentando il flusso circolatorio.

L'esperto consiglia

Per la stessa ragione attenzione a stivali super imbottiti di pelo e scaldini tenuti vicino alle gambe. Per scaldarsi largo invece al tè verde che, con la sua ricchezza in flavonoidi, protegge i vasi e favorisce il drenaggio.