18/12/2020

Cellulite, strategie anti-ritenzione a prova di smart working

Alberta Mascherpa Pubblicato il 18/12/2020 Aggiornato il 18/12/2020

Fa freddo, si beve di meno, si fa meno attività fisica. Risultato? Liquidi e tossine si accumulano e la cellulite diventa più evidente. Dalla ginnastica per i capillari al massaggio drenante, ecco le soluzioni fai-da-te

cellulite inverno

Smart working, temperature rigide e restrizioni per la pandemia sono un cocktail “esplosivo” che rischia di peggiorare gli inestetismi della cellulite. Le soluzioni fai da te per arginare gonfiore e pesantezza ci vengono proposte da Emanuela Senia, responsabile del salone Beauty Lab Wellness Solution di Milano.

La ginnastica dei capillari

La si può fare seguendo i principi della vasodilatazione, favorita dal calore, e della vasocostrizione esercitata dal freddo.

Chi ha una vasca può fare “acquagym” alla circolazione stando semplicemente in ammollo per una decina di minuti in acqua tiepida con l’aggiunta di cinque o sei manciate di sale grosso drenante e anti-infiammatorio.

Alla fine, mentre si svuota la vasca, si può indirizzare il getto dell’acqua, prima tiepida e poi sempre più fredda, partendo dai piedi, risalendo fino all’inguine e soffermandosi in modo particolare sul cavo popliteo, dietro le ginocchia.

Il massaggio anti-ritenzione

Utilizzare un olio oppure una crema anticellulite che contengano di preferenza il mirtillo che aiuta a rinforzare le pareti dei capillari, la centella asiatica e l’ananas dall’effetto drenante, il finocchio depurativo, la caffeina riducente. Serve poi un rialzo come uno sgabellino su cui appoggiare la gamba. Si inizia con sfioramenti delicati su tutta la coscia, dal ginocchio in su, ripetendo i movimenti cinque o sei volte. Meglio tenere la mano molto leggera se il tessuto è particolarmente edematoso. Per accorgersene basta esercitare con un dito delle pressioni: rilasciando il punto in questione, se il segno rimane per un bel po’ si ha la conferma di avere molta ritenzione ed è pertanto consigliabile massaggiare la zona molto delicatamente. Una volta terminati gli sfioramenti, si può passare allo scarico linfatico, esercitando leggere pressioni all’altezza dell’inguine dove si trovano molte ghiandole linfatiche. Si posizionano poi le mani sulla coscia in modo che i pollici si trovino al centro nella parte superiore e i palmi ne avvolgano i lati e si procede a farle scivolare in modo che abbraccino il retro della coscia, come se si volessero disegnare degli anelli, risalendo dal ginocchio in su.

Per drenare e stimolare

Si passa a fare degli impastamenti nella zona esterna, in quella centrale e in quella interna della coscia, proprio come se si stesse lavorando la pasta, risalendo la gamba, fino ad arrivare alla zona della culotte de cheval. Al termine si torna a fare un leggero sfioramento e si passa alla parte bassa della gamba: si avvolge la caviglia con entrambe le mani e si risale lentamente, esercitando una pressione decisa fino al ginocchio. Si conclude il massaggio con delicati sfioramenti, sempre dalla caviglia al ginocchio, insistendo in modo particolare cavo popliteo.

Il massaggio può durare in media una decina di minuti e, volendo, si può effettuare anche tutti i giorni: per chi ha poco tempo a disposizione due o tre volte a settimana sono un buon compromesso.