22/02/2018

Cellulite: combattila con le onde d’urto

Sempre più high tech, i trattamenti di nuova generazione per combattere la cellulite si ispirano ai principi della fisica
Jadea

Si chiamano onde d’urto focali e sono un’emissione di pressione elevata ma di breve durata generata da un’onda sonora che si propaga, simile al tremore dei vetri di casa dopo un tuono. La dottoressa Patrizia Gilardino, medico e chirurgo estetico a Milano, ci spiega il work out del metodo per dare battaglia agli inestetismi da cellulite (e non solo).

I vantaggi

Le onde sonore sono prodotte da un’apparecchiatura elettro-medicale che diffonde l’energia attraverso i tessuti cutanei, attivando tutti i tipi di cellule del nostro corpo, dai fibroblasti (quelle della pelle) agli adipociti (le cellule di grasso). Così facendo, si ottiene un aumento del drenaggio linfatico, un miglioramento della circolazione sanguigna, fino a una tonificazione del muscolo di base. Se usato sul viso, il device è in grado anche di “spianare” rughe e linee di espressione. Il trattamento è adatto alla cellulite fino al terzo stadio, caratterizzata da piccoli buchi evidenti a occhi nudo, senza dovere pinzare la cute, in quanto questa tecnologia è capace di ammorbidire ed elasticizzare il tessuto fibroso rendendolo più compatto.

Attacco bifasico

Per raggiungere il top dei risultati è possibile combinare onde pressorie (dette radiali), che agiscono meno in profondità, ma sono distribuite in maniera più diffusa rispetto delle onde d’urto focali, per raggiungere gli obiettivi sia anche livello superficiale. In preparazione al trattamento vero e proprio, invece, si impiegano delle onde meccaniche vibratorie che stimolano l’organismo a smaltire i liquidi in eccesso, migliorare la permeabilità vascolare, la produzione del collagene e favoriscono il metabolismo degli adipociti. Queste vibrazioni sono efficaci anche a fine sessione per smaltire eventuali prodotti di rifiuto liberati in fase di seduta.

Sedute consigliate e costi

Il trattamento è indolore (si può percepire un lieve pizzicore) è ha una durata che va dalla mezz’ora a un’ora. Il ciclo consigliato è di sei/otto sedute da programmare una volta la settimana. Per il mantenimento è sufficiente una seduta al mese. Il costo varia dai 90 ai 160 euro in base all’area interessata.

Il plus

Il massimo dei benefici si ottengono dopo due/tre mesi dall’ultimo trattamento, in quanto l’attivazione cellulare continua anche dopo il termine del ciclo di sedute. Grazie al mantenimento si incrementano i risultati perché si danno sempre nuovi stimoli.

Controindicazioni

La tecnica non è adatta a donne in dolce attesa, persone affette da gravi patologie e adolescenti, che hanno cartilagini ancora in accrescimento.