13/09/2019

Abbronzatura: le regole per mantenerla luminosa

Alberta Mascherpa Pubblicato il Aggiornato il 13/09/2019

Basta fare le mosse giuste al rientro in città con gli idratanti e i detergenti delicati e l’abbronzatura tiene a lungo, ancora luminosa e compatta

abbronzatura-al-rientro

C’è un dato di fatto da cui partire: la pelle si rinnova con regolarità, ogni 20-25 giorni circa. Questo vuole dire che le cellule morte superficiali cariche di melanina, quelle che danno colore alle pelle, nell’arco circa di un mese se ne vanno per lasciare il posto a quelle nuove, chiare e vitali.

Molto si può fare perché la tintarella conquistata con tanti sforzi rimanga compatta e intensa il più a lungo possibile.

Il segreto? Evitare che la cute si inaridisca perché dove c’è secchezza arrivano anche le spellature che inevitabilmente portano via lo strato superficiale della pelle e insieme il colore.

Sotto la doccia con dolcezza

Il getto non lava via la tintarella. Ma lo fanno i detergenti aggressivi che inaridiscono la pelle e lavaggio dopo lavaggio la rendono squamosa e facile a scolorirsi: la miglior alternativa salva-tintarella, insieme ai detergenti delicatissimi sono i doccia schiuma delle linee solari, non solo dolci nell’azione lavante ma anche idratanti già sotto il getto e arricchiti con sostanze come il mallo di noce, l’olio di carota e la tirosina che aiutano a fissare il colorito. Attenzione anche a non usare acqua troppo calda perché il calore inaridisce e secca la pelle.

Idratazione rinforzata

Il doposole rimane la scelta ideale in questa fase per nutrire e rigenerare la pelle così che lo strato superficiale rimanga compatto.

Lo si può mettere con generosità, sul viso e sul corpo la sera e volendo anche una volta o due in più durante il giorno; se poi si sceglie un olio il consiglio è quello di metterlo generosamente anche prima di passare sotto la doccia perché la detersione sia ancora più rispettosa della tintarella.

Sul viso perfette anche le maschere e se si decide di tornare al consueto idratante meglio farlo precedere da due, tre gocce di un siero a base di acido ialuronico, aloe, ceramidi e altre sostanze che ricostituiscono la barriera superficiale della cute preservandone la compattezza.

Esfoliare, ma con dolcezza

Una leggera esfoliazione porta via le cellule superficiali che sono scure ma anche ossidate e quindi grigiastre: l’abbronzatura diventa meno intensa ma al tempo stesso più compatta e luminosa; tutto a patto che si usi un esfoliante cremoso e delicato che può essere addirittura quello per il viso oppure ci si limiti a un brushing con una spazzola in setole morbide sulla quale mettere un cucchiaino di olio di mandorle dolci.

L'errore da evitare

No agli esfolianti a grana grossa come quelli a base salina e attenzione sul viso a tutte le formulazione a base di alfa-idrossiacidi come l’acido glicolico che portano via le cellule morte per via enzimatica e quindi inevitabilmente schiariscono la pelle.