Parrucchiere: le parole da sapere

Redazione Pubblicato il Aggiornato il 24/05/2018

Parlare la stessa lingua del proprio parrucchiere, per quel che riguarda i termini tecnici, è la miglior strategia per capirsi e uscire soddisfatte dal salone

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Capita di entrare dal parrucchiere con un’idea in testa e uscire con taglio, un colore, un’acconciatura che non erano quelli che si avevano in mente. La colpa spesso è di una semplice incomprensione: se non si parla la stessa lingua è facile non intendersi su quello che si desidera.
Ecco allora le parole chiave da conoscere, e da usare, quando si entra in salone.

  • spuntare: accorciare leggermente le punte rovinate. Attenzione però che a calcolare bene le lunghezze: per evitare incomprensioni meglio parlare in centimetri.
  • sfoltire: serve non tanto ad accorciare o a dare forma ma solo a rendere meno folta una chioma particolarmente voluminosa. Si fa con forbici speciali che lavorano sulla massa del capello non sulla lunghezza.
  • sfilare: con il rasoio o le forbici si sfoltiscono i capelli solo in alcune zone in modo da alleggerire la pettinatura e delinearne la forma. La versione più nuova? L’arpeggio che si esegue “pizzicando” con le forbici alcuni punti per evitare l’effetto sfibrato che a volte la sfilatura può provocare.
  • scalare: tecnica di taglio che porta a creare una “scala” di lunghezze diverse partendo dall’alto e arrivando fino al basso per dare forma e togliere volume eccessivo dove serve. Un’ottima soluzione quando i capelli sono particolarmente rovinati.
  • carrè: è il modo più classico per indicare il taglio pari a caschetto con una lunghezza che arriva in genere alle orecchie. In versione inglese diventa il bob.
  • bowl: il classico taglio “a scodella” è un caschetto a forma bombata, più pieno sulla parte superiore della testa. Di tendenza per la primavera 2018, è un taglio corto, sfumato sulla nuca, ma senza le rasature eccessive che andavano di moda fino a qualche tempo fa.
  • wob: è il taglio più strategico del momento, un caschetto leggero e naturale a onde morbide che sta bene a tutti i visi, con tutti i tipi di capelli e permette un doppio styling, stirato con il brushing o con la piastra oppure mosso con onde morbide e naturali da realizzare con il ferro, la piastra ondulante o semplicemente, se i capelli sono già ondulati per natura, lasciandoli asciugare all’aria.
  • lob: è un caschetto con una lunghezza media che arriva o supera di poco le clavicole. Leggermente mosso, è il più gettonato di stagione ma deve avere un taglio fatto ad arte per esaltare a pieno i lineamenti e valorizzare la qualità e la luminosità del capello.
  • pixie: è il taglio corto, cortissimo, alla maschietto.
  • bun: è lo chignon che secondo le ultime tendenze si porta morbido, quasi casual.
  • beach waves: sono i capelli mossi con un effetto onde naturali come quelle che regala un tuffo in mare. La versione più nuova? Le S-Waves, o snake waves, le onde create con un movimento a serpente su una base quasi liscia.