Cellulite: via i cuscinetti con gli oligoelementi

Redazione Pubblicato il 03/05/2018 Aggiornato il 03/05/2018

Gli oligoelementi stimolano la depurazione, velocizzano il metabolismo, migliorano la circolazione. E rendono più efficaci anche i cosmetici anticellulite

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Metalli preziosi come l’oro e l’argento. Ma anche altri meno conosciuti eppure altrettanto importanti per il benessere e la salute come il manganese, il rame e il cobalto. Sono le sostanze utilizzate da una particolare forma di medicina dolce: l’oligoterapia. Un modo diverso, tutto naturale, di curarsi che si dimostra efficace anche per restituire armonia alla linea e combattere la pesantezza alle gambe, i cuscinetti localizzati, i noduli e i gonfiori tipici della cellulite.

Elementi in traccia

Gli oligoelementi, che gli anglosassoni definiscono non a caso “trace-elements”, elementi in traccia, sono elementi chimici (in particolare metalli e metalloidi) presenti nell’organismo in piccolissime quantità e in dosi infinitesimali, vengono utilizzati

Nella cura della cellulite è utilizzato un composto di tre oligoelementi Zinco-Nichel-Cobalto.

Come sottolinea il nostro esperto di terapie naturali Saverio Pepe, questo trittico ha la capacità di attivare importanti enzimi nel nostro organismo, che entrano nelle reazioni chimiche fungendo da catalizzatori, ovvero accelerandone di migliaia di volte la velocità. Agiscono sui meccanismi di depurazione, sulla circolazione e sul metabolismo rendendoli più efficienti. Gli oligoelementi migliorano anche le prestazioni dei cosmetici e dei trattamenti anticellulite utilizzati per via esterna.

Per quale tipo di cellulite

Il tris Zinco-Nichel-Cobalto favorisce l’eliminazione della cellulite che si accumula a livello addominale e sui fianchi. Se i cuscinetti sono accompagnati anche dal sovrappeso  va associato a giorni alterni allo Zolfo Oligoelemento.

Come si assumono

Gli oligoelementi si trovano in farmacia sotto forma di fiale da deglutire e la dose è sempre la stessa: una fiala al mattino a digiuno con cicli di due mesi e uno di stop. Vanno assunti per via “perlinguale”, cioè il contenuto della fiala deve essere trattenuto in bocca, possibilmente sotto la lingua, per almeno un minuto.