Fitoterapia cinese

Redazione Pubblicato il Aggiornato il 02/08/2018

In Oriente curarsi con le erbe è un'arte antica, praticata da millenni. I prodotti fitoterapici, per la medicina tradizionale cinese, agiscono sull’organismo nella sua globalità e non solo sui sintomi localizzati, restituendo equilibrio e benessere

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Sono realizzati con cocktail di principi attivi dalla denominazione curiosa (imperatore, ministro, aiutante, ambasciatore) e vengono impiegati per guarire disturbi di tipo, dalla febbre agli stati d’ansia, dai problemi digestivi alle irregolarità mestruali: sono i farmaci di origine vegetale della medicina tradizionale cinese, la cui efficacia è oggi riconosciuta anche dalla medicina occidentale. Questi fitoterapici sono medicinali a tutti gli effetti, diversi dai preparati erboristici (più blandi e usati a scopo preventivo): vengono prescritti da medici e farmacisti specializzati in medicina tradizionale cinese, che ne valutano il dosaggio caso per caso.

Affidarsi all’autoprescrizione dei prodotti fitoterapici in generale (non solo di quelli della tradizione cinese) è rischioso: infatti le piante medicinali non sono sempre innocue, per il solo fatto di essere prodotti “naturali”

Ma quali sono le differenze tra la fitoterapia nel mondo occidentale e in quello orientale?
In Occidente. È una forma di cura naturale, basata sull’uso di piante medicinali e di sostanze estratte da queste, opportunamente trattate e mescolate. I prodotti che se ne ricavano vengono somministrati per combattere i singoli disturbi, provocando una reazione nell’organismo o stimolandone le difese immunitarie. Rispetto ai farmaci di sintesi hanno un’azione dolce e con minore rischio di effetti collaterali.
In Oriente. Nella medicina tradizionale cinese l’approccio è olistico, cioè viene preso sempre in considerazione l’individuo nella sua totalità: qualsiasi disturbo, infatti, è messo in relazione con uno squilibrio generale dell’organismo, che deve essere eliminato perché anche il malanno stesso possa risolversi. All’origine della buona salute c’è una circolazione armoniosa del qi, l’energia vitale che scorre in tutto l’organismo. Tutti i metodi terapeutici cinesi sono volti a contrastare gli squilibri e i ristagni del qi, esercitando un’azione benefica globale: anche i farmaci di origine vegetale non si utilizzano solo per curare un singolo organo malato, eliminando i sintomi presenti, ma per migliorare la salute e il benessere generale, creando i presupposti per la scomparsa del disturbo localizzato. Gli estratti vegetali hanno la capacità di agire sui vari meridiani del corpo, per bilanciare e riarmonizzare il flusso del qi: alcuni cedono energia ai tessuti, colmando così eventuali carenze; altri, invece, sono in grado di assorbire l’energia in eccesso. È compito del medico, naturalmente, somministrare il prodotto adatto a ogni singolo caso e indirizzare l’azione terapeutica sull’uno o sull’altro meridiano. Ad esempio, per combattere una bronchite, si deve riequilibrare l’energia nel meridiano del Polmone, mentre in caso di intossicazioni di varia natura ci si concentra sul meridiano del Rene, perché quest’organo svolge un’azione di filtro ed elimina le tossine dall’organismo.