Candida nemica. Scopri le cause e le cure più efficaci

Redazione Pubblicato il 23/07/2015 Aggiornato il 23/07/2015

La candida è un disturbo sgradevole che, se trascurato o curato male, può ripresentarsi alla prima occasione e diventare cronico. Per scegliere le cure più adeguate, è necessaria una corretta diagnosi

Candida

È uno dei disturbi più diffusi fra le donne: secondo le statistiche, il 75% della popolazione femminile, almeno una volta nella vita, ne ha sofferto in forme più o meno gravi. Stiamo parlando della candida, un’infezione ginecologica che colpisce le parti intime con bruciori, forte prurito, strani rossori e perdite bianche ed è causata da un microscopico fungo chiamato candida albicans.

Ecco le cause più comuni

Normalmente la candida è presente nell’organismo umano e vive in equilibrio con gli altri funghi e batteri, senza problemi. In presenza, però, di alcuni fattori e condizioni sfavorevoli, può moltiplicarsi oltre i limiti favorendo la comparsa di diversi disturbi. Ecco i motivi, a volte insospettabili
Farmaci: l’uso prolungato di antibiotici può distruggere la flora batterica dell’intestino, che svolge un’importante ruolo difensivo”. In questo modo la candida, senza batteri “concorrenti”, riesce a svilupparsi e a proliferare facilmente.
La dieta: un’alimentazione troppo ricca di zuccheri e troppo povera di vitamine può fornire il nutrimento ideale per la crescita di questo fungo.
Ormoni: le variazioni ormonali tipiche della gravidanza favoriscono la moltiplicazione della candida.
Biancheria intima troppo attillata & Co: jeans attillati, slip sintetici impediscono alla pelle di traspirare bene, creando un ambiente eccessivamente umido, che favorisce lo sviluppo della candida.
Igiene intima scorretta: l’uso di detergenti intimi troppo aggressivi così come la cattiva abitudine di condividere asciugamani e biancheria possono stimolare la proliferazione dell’infezione.
Rapporti sessuali non protetti: anche rapporti sessuali non protetti possono essere veicolo di trasmissione. Con i partner occasionali è perciò sempre bene usare il preservativo.

La diagnosi corretta

La diagnosi come il trattamento della candida spettano al ginecologo. Assolutamente da evitare il “fai da te”, che oltre a essere inefficace può rivelarsi anche dannoso. L’infezione, infatti, se non curata bene, può tornare periodicamente non appena l’organismo è più vulnerabile fino a trasformarsi in cronica.
Il ginecologo esegue un prelievo nelle parti intime usando un tampone sterile (un bastoncino di legno con in cima del cotone). Il campione prelevato viene poi analizzato in laboratorio: un risultato positivo segnala la presenza della candida.

Come curarla

Una volta accertata la diagnosi, si passa alla terapia, che è a base di farmaci antimicotici: creme, gel, pomate, ovuli o candelette vaginali da applicare localmente. Le sostanze antimicotiche più efficaci sono la nistatina, il miconazolo e il ketoconazolo. Naturalmente la cura va seguita da entrambi i partner, per evitare il cosiddetto effetto “ping pong”, cioè di ripassarsi continuamente l’infezione.
Può capitare anche che l’infezione si cronicizzi, ripresentandosi di tanto in tanto, specialmente in corrispondenza del ciclo mestruale e di periodi di particolare affaticamento fisico e psicologico. E’ necessario allora ricorrere a farmaci da assumere per bocca, sempre rispettando alla lettera le indicazioni del medico. Si tratta in genere di compresse da prendere in una dose unica nel giro di ventiquattr’ore.

Keep calm

Spesso si pensa che la candida, in quanto infezione vaginale, possa compromettere anche l’attività riproduttiva e addirittura causare sterilità. Timori infondati perché la candida non intacca in alcun modo il funzionamento dell’apparato riproduttivo femminile. Semmai le mucose e le pareti vaginali, più gonfie e arrossate, possono creare un ambiente inospitale per gli spermatozoi. Anche in questo caso comunque le cure ci sono e sono efficaci.