Biodiversità: in Val Venosta c’è un “pascolo” per le api

Redazione Pubblicato il 20/05/2026 Aggiornato il 20/05/2026

Quando la fioritura dei meli termina per le api in Val Venosta è un momento critico. Per questo enti locali e apicoltori hanno creato sul Monte Sole con 1.400 piante, selezionate per la resistenza e la capacità di offrire nettare e polline in modo costante

Pascolo delle api di Laces

Oggi tutto il mondo celebra la Giornata Mondiale delle Api, un’occasione speciale per riflettere sull’importanza vitale di questi piccoli e instancabili custodi della biodiversità. Nel cuore dell’Alto Adige c’è un luogo dove questa celebrazione non dura solo ventiquattro ore, ma si respira ogni giorno nei campi.

In Val Venosta, la primavera non è solo il risveglio della natura, ma l’inizio di un dialogo continuo e profondo tra fiori, insetti e frutti, un legame indissolubile che trasforma il paesaggio in uno spettacolo unico e protegge la vita della valle.

La danza della primavera

Con l’arrivo della bella stagione i lunghi filari dei meleti si vestono improvvisamente di un candido mantello bianco e rosa, sprigionando nell’aria un profumo dolce e avvolgente. Le api iniziano così la loro spettacolare e ammaliante danza, muovendosi con precisione millimetrica da un bocciolo all’altro. Questo instancabile lavoro di impollinazione non è solo uno spettacolo della natura, ma garantisce la nascita di frutti sani, succosi e di altissima qualità. Frutticoltura e apicoltura si fondono in un equilibrio delicatissimo, dove il nutrimento offerto dai fiori ricambia la generosità di chi assicura il successo del raccolto.

Un momento critico

Questo idillio naturale deve però fare i conti con il ciclo delle stagioni. Quando la fioritura dei meli volge al termine, il paesaggio cambia e per le api inizia il periodo più difficile dell’anno. Improvvisamente nettare e polline scarseggiano nei fondovalle, creando un vuoto alimentare critico prima che gli apicoltori possano trasferire i loro alveari verso le fioriture delle quote più elevate. Per evitare che le colonie rimangano senza risorse biologiche in questa delicata fase di transizione, si è resa necessaria un’idea innovativa capace di garantire il sostentamento degli insetti fino al tardo autunno.

L’oasi verde sul Monte Sole

La risposta a questa emergenza ambientale è nata nel cuore della valle, dove ha preso vita il Pascolo per le api al Monte Sole. Sviluppato nelle aree strategiche di Laces e Corzes, rappresenta una vera e propria oasi di salvezza per le api mellifere e per gli altri impollinatori selvatici. Su un ettaro di terreno collinare sono state piantate circa millequattrocento piante appartenenti a diciassette specie mellifere autoctone. La selezione botanica è stata curata nei minimi dettagli, scegliendo varietà vegetali capaci di resistere al clima notoriamente arido del Monte Sole e caratterizzate da fioriture scalari. In questo modo la disponibilità di polline resta costante e prolungata nel tempo, offrendo una tavola imbandita anche nei mesi più caldi e complessi.

Un’alleanza per il futuro del territorio

Il successo del pascolo del Monte Sole non è solo un traguardo ecologico, ma il risultato di una collaborazione esemplare tra diverse realtà del territorio. La cooperativa VIP, che riunisce i produttori ortofrutticoli della Val Venosta, ha unito le proprie forze con la Provincia Autonoma di Bolzano, l’Ispettorato forestale di Silandro e le associazioni degli apicoltori locali. Grazie a questa sinergia, la Val Venosta si conferma un habitat perfetto e sicuro, dove proteggere le api significa salvaguardare la biodiversità e garantire, anche per il futuro, l’eccellenza delle sue celebri mele.