15/10/2026

Punti di vista: e tu come percepisci i colori?

Simona Lovati
A cura di Simona Lovati
Pubblicato il 15/10/2026 Aggiornato il 15/10/2026

Non solo verde e rosso. La percezione dei colori è data da diversi fattori, dall’età alle condizioni atmosferiche, passando per l’illuminazione. E non sempre è collegata a patologie 

iStock-1211429627.jpg

È sempre questione di punti di vista. Sfumature comprese. Il colore degli oggetti che vediamo non è uguale per tutti, anche se le condizioni di illuminazione sono le medesime. La tonalità di ciò che vediamo è il risultato di un processo complesso influenzato da diversi parametri: luce, patologie degli occhi come il daltonismo, retina, età, condizioni ambientali e fotorecettori incaricati di rilevare diverse lunghezze d’onda.

Secondo i dati di Baviera, gruppo oftalmologico leader in Europa, l’8% degli italiani e lo 0,5% delle italiane sono daltonici, per un totale di circa 2,5 milioni di persone.

Il colore, o meglio la sua percezione, è il frutto di un’interpretazione cerebrale, e ciò fa sì che l’esperienza visiva possa variare da persona a persona di fronte allo stesso stimolo.

«Non tutte le persone percepiscono allo stesso modo uno stesso colore e questo non significa che ciascuno viva in un mondo di colori diverso da quello degli altri, ma vuol dire che esistono piccole differenze individuali nel modo in cui la luce viene catturata dagli occhi ed elaborata poi dal sistema nervoso», commenta il professor Sergio Ares, medico chirurgo e country manager del gruppo per l’Italia.

I 10 parametri delle differenze visive

La genetica Determina la sensibilità dei coni, le cellule della retina, e fa sì che ogni persona risponda in modo diverso alla luce. Queste piccole differenze non rappresentano un’alterazione e modificano di poco il modo in cui ciascun sistema visivo sperimenta i colori.

Il daltonismo Soprattutto quello legato alla discriminazione tra il rosso e il verde, è in genere causato da varianti genetiche che interessano i pigmenti dei coni. Queste alterazioni possono presentare diversi gradi e non tutte le persone daltoniche percepiscono i colori allo stesso modo. Poiché nella maggior parte dei casi la condizione è legata al cromosoma X, il daltonismo colpisce più di frequente gli uomini, mentre le donne ne sono solitamente portatrici. Si tratta di una modifica specifica del modo in cui il sistema visivo elabora la luce.

L’età L’invecchiamento modifica strutture visive fondamentali come il cristallino, che diventa più denso e giallastro, e la retina, dove si verificano alterazioni dei fotorecettori. Questi cambiamenti riducono e filtrano la luce che raggiunge la retina, rendendo più difficile distinguere alcune tonalità, soprattutto quelle a lunghezza d’onda corta (blu, viola). La cataratta, opacizzando il cristallino, intensifica questa perdita di discriminazione cromatica.

Le patologie della retina La retina contiene i coni, le cellule incaricate di percepire i colori prima di inviare le informazioni al cervello. Per questo, qualsiasi danno a questa zona causato da patologie oculari, vascolari o degenerative può alterare la visione cromatica, soprattutto la percezione del blu e del giallo. Se una persona sperimenta un cambiamento improvviso o persistente nella capacità di distinguere i colori, specie in un solo occhio o accompagnato dalla comparsa di macchie e dalla perdita della vista, deve rivolgersi subito allo specialista.

Il nervo ottico Le informazioni visive provenienti dai coni viaggiano attraverso il nervo ottico verso il cervello, dove viene costruita la percezione: qualsiasi alterazione di questo nervo può modificare la visione dei colori. Infatti, la perdita della sensibilità cromatica aiuta a individuare problemi lungo la via visiva.

Diabete o ipertensione Il diabete può provocare danni ai vasi sanguigni e ai tessuti della retina se non viene tenuto sotto controllo. Anche l’ipertensione può interessare le strutture oculari e la loro circolazione. Questi cambiamenti possono ripercuotersi sulla discriminazione cromatica.

Gli ormoni I tessuti degli occhi possiedono recettori per gli ormoni sessuali che, in alcune fasi come pubertà, gravidanza, menopausa o ciclo mestruale, possono portare ad alterazioni nella cornea e sulla superficie oculare. Non si può affermare che un ormone faccia vedere “più colori”, ma è possibile che generi variazioni nel modo in cui li vediamo. 

L’illuminazione Uno stesso oggetto può apparire diverso a seconda che si trovi alla luce del sole, sotto una lampadina dalla tonalità calda, con un’illuminazione fluorescente o davanti a uno schermo. Il cervello cerca di compensare queste variazioni per mantenere stabile l’aspetto degli oggetti. Questa compensazione però non è sempre perfetta e due persone che osservano lo stesso oggetto in condizioni di illuminazione ambigue possono interpretare in modo un po’ diverso i segnali che raggiungono i loro occhi e anche i colori.

L’altitudine geografica e la pressione atmosferica dell’ambiente A quote molto elevate, la diminuzione della pressione atmosferica e la conseguente riduzione della disponibilità di ossigeno coinvolgono il tessuto oculare. Una persona che sta facendo un’escursione in alta montagna percepirà i colori con una saturazione e un contrasto inferiori e con tonalità più spente rispetto a chi osserva lo stesso paesaggio o lo stesso oggetto a livello del mare.

Il cervello Il colore è anche una costruzione neuronale molto complessa. La retina trasforma la luce in segnali che il cervello elabora, mettendo a confronto i segnali provenienti dai diversi tipi di coni e analizzando il contesto e l’illuminazione. Tutto dipende da come reagisce la retina e da come il cervello interpreta quelle informazioni.