19/05/2019

Ansia sotto controllo con la riflessologia plantare

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 19/05/2019 Aggiornato il 19/05/2019

La riflessologia plantare è una tecnica che consente con manovre semplici e accessibili a tutte di contrastare le palpitazioni e i disturbi provocati dallo stress

DEHA

Stress, palpitazioni, stati d’ansia: sono disturbi comunissimi e sempre più frequenti. Fra le tecniche terapeutiche complementari e naturali che possono aiutare in caso di necessità c’è anche il massaggio. La medicina tradizionale orientale ci insegna una delle forme più efficaci di auto-cura per combattere l’ansia: la riflessologia plantare. Secondo il bodyworker Enrico Corsi, autore del volume Il libro dell’automassaggio (edizioni Red!), bastano poche manovre, facilmente eseguibili anche autonomamente, per regolarizzare il battito cardiaco, rallentare la respirazione, ritrovare la calma.

La tecnica terapeutica è nata in Cina, ma è stata integrata poi con manovre ad hoc anche da altre scuole mediche orientali, come quella thailandese

Via libera all’energia

La riflessologia zonale si basa sul principio secondo cui tutti gli organi interni hanno una corrispondenza con precisi punti, situati sui piedi, sulle mani o sulle orecchie. Infatti nell’organismo è presente una rete di canali, in cui scorre l’energia vitale e che raggiunge ogni parte del corpo, collegandone quindi le varie zone. Grazie a questo collegamento, massaggiando vari punti delle mani, dei piedi o delle orecchie è possibile interferire con gli organi corrispondenti: più specificamente, le manovre manuali servono a “mandare un segnale”, uno stimolo “di guarigione”, all’organo su cui si vuole agire, bilanciando il flusso energetico che ne promuove il buon funzionamento e la buona salute.

Pianta e dorso dei piedi, punti fondamentali

Per calmare gli stati d’ansia, bisogna agire su cinque punti che si trovano sulla pianta e sul dorso dei piedi. Sedetevi a terra o sul divano, piegate una gamba in modo da raggiungere comodamente il piede con le mani (portate il piede vicino al pube) e iniziate la digitopressione con un’intensità progressiva (che però non deve procurare forte dolore). Ricordate che l’automassaggio deve essere effettuato sempre su entrambi i piedi.
Tre dei punti-chiave su cui lavorare sono vicini, nella zona di appoggio a terra del piede fra l’attaccatura delle dita e l’arco plantare. Il primo dista circa due dita dall’attaccatura del terzo dito del piede, gli altri due sono poco più distanti, verso l’arco plantare, uno in corrispondenza del secondo dito e l’altro del quarto. Insieme formano una sorta di triangolo.
Gli altri due punti sono sul dorso del piede, uno fra l’attaccatura dell’alluce e quella del secondo dito, l’altro laterale, situato sotto al malleolo esterno.

Come si fa

All’inizio del trattamento, massaggiate con movimento circolare per qualche istante i tre punti “a triangolo” e poi quelli sul dorso del piede. Quindi stimolate ciascuno dei cinque punti con una digitopressione di 10 secondi, eseguendola con il polpastrello. Ripetete l’intera sequenza per 5 volte.