Shell day: oggi sto nel guscio
Sui social impazzano gli shell day, le giornate dedicate al riposo e alla cura del corpo. Staccare la spina non è pigrizia: è una necessità biologica e psicologica per liberarsi dallo stress e ascoltarsi davvero
C’è chi si regala un lungo bagno caldo, chi un impacco con l’olio sui capelli e chi semplicemente si stende sul divano con una maschera sul viso e un libro tra le mani.
Sui social impazzano le immagini degli shell day, letteralmente le “giornate nel guscio”, quelle in cui in sostanza non si fa nulla se non prendersi cura di se stesse, dedicandosi alla skincare o semplicemente al relax.
Elogio della lentezza
Così come staccare per un giorno non è sinonimo di pigrizia, rallentare i ritmi non vuol dire essere meno efficienti. «E’ una condizione privilegiata che ci consente di percepire ciò che accade dentro di noi» commenta la dottoressa Simona Anselmetti, psicologa e psicoterapeuta, supervisore e facilitator EMDR, collaboratrice del Centro Studi e Ricerche in Psicotraumatologia CRSP di Milano. «E più siamo capaci di percepire i segnali del nostro corpo più siamo in grado di riconoscere quello che proviamo invece che subirlo: rallentare anche un semplice movimento riattiva quel legame tra mente e corpo che la fretta distrugge». La lentezza diventa così un atto di cura verso se stessi.
Maschera e crema
La cura prende forma anche attraverso i gesti della skincare. «Quella che negli ultimi tempi tendiamo invece a considerare un’attività da incastrare tra un impegno e l’altro: una crema applicata velocemente prima di uscire, una doccia fatta di corsa, una maschera viso mentre si controllano le e-mail o i social» commenta la dottoressa Laura Mazzotta, medico estetico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva e Nutrizione Clinica presso il Poliambulatorio AestheMedica di Ferrara. «Lo shell day fa comprendere come non ci sia solo necessità di dedicare più tempo alla skincare, ma di concedersi uno spazio in cui rallentare, ridurre gli stimoli esterni e riportare l’attenzione sul proprio benessere fisico: ci fa capire che la salute della pelle non dipende esclusivamente dai cosmetici che utilizziamo, ma anche dal modo in cui viviamo, riposiamo e gestiamo lo stress quotidiano».
Bastano anche pochi minuti
«È importante, però, evitare che anche lo shell day diventi una nuova fonte di pressione o l’ennesimo standard imposto dai social network» continua Mazzotta. «Le immagini online mostrano spesso routine molto elaborate, fatte di tantissimi prodotti in successione dando l’impressione che servano decine di passaggi per ottenere una pelle bella. In realtà nella maggior parte dei casi una skincare semplice, personalizzata e costante risulta molto più efficace di rituali complessi eseguiti occasionalmente». E per di più non serve un’intera giornata. «Occorre soprattutto la costanza fatta di piccoli momenti quotidiani in cui si decide di rallentare» conclude la dottoressa Anselmetti.
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