Salute: l’informazione corre sul web. Ma serve un confronto
Siti web, dirette live, reel sui social, articoli di approfondimento, podcast e il ruolo del medico di famiglia: una ricerca svela come si declina l’attenzione femminile per i temi di benessere, prevenzione e terapia
Documentarsi e approfondire i temi della salute è sempre più facile. Il web, con l’aiuto offerto dall’intelligenza artificiale, ha messo a disposizione una quantità immensa di dati e di informazioni, a cui tutti possono accedere, ma che non sempre sono corretti, chiari e soddisfacenti. Le donne, in particolare, sono molto più attente che in passato agli argomenti legati al benessere, alla medicina, alle terapie: ma come si informano? E, soprattutto, sono soddisfatte delle fonti che hanno a disposizione? È il focus di una ricerca svolta dal portale VediamociChiara, dedicato esclusivamente alla salute femminile, che fotografa abitudini e opportunità da cogliere in tema di approfondimento sanitario.
«Le donne cercano risposte puntuali, ma provano anche a mettere insieme segnali diversi del proprio benessere, fanno più domande su di sé, ma chiedono anche di non perdersi tra troppe informazioni». Maria Luisa Barbarulo, ideatrice del portale VediamociChiara
Il parere del medico di base
Il 71% delle donne che ha partecipato alla survey racconta di avere nel medico di medicina generale il principale riferimento per fare domande sulla salute. La richiesta più frequente riguarda nutrizione, metabolismo e salute dell’intestino (80,6% delle utenti della piattaforma), poi vengono benessere psicologico e gestione dello stress (54,8%), longevità, salute delle ossa e pelle over 40/50 (51,6%). Seguono i temi inerenti a menopausa e pre-menopausa (38,7%), a cuore e salute cardiovascolare (36,2%) e alla salute intima (35,5%). Quando sono presenti tanti bisogni o tanti dubbi che si affacciano contemporaneamente, «il medico di famiglia può avere un ruolo importante proprio perché aiuta a leggere il quadro complessivo, capire le priorità e orientare la donna verso il percorso più adatto» commenta Irene Giannotto, Project coordinator community sulla salute delle donne del gruppo di analisi e consulenza Teha Group.
Quanto conta il dialogo
La ricerca mostra anche che le donne non cercano un solo modo per informarsi. Ci sono eventi dal vivo, dirette e social live con i medici, indicati dal 29% come le opportunità più interessanti e fruibili, ma piacciono anche i video brevi e i reel (26,1%), gli articoli di approfondimento (22,6%), e i podcast (22,3%). In una quotidianità in cui disponiamo di tantissimi contenuti rapidi e contenuti più approfonditi, è importante capire e riportare alle proprie condizioni ed esigenze tutte le informazioni di cui disponiamo. «Le donne vogliono informarsi, ma anche poter dialogare. È un dato importante, soprattutto se lo leggiamo insieme alla richiesta di un medico di medicina generale: supera anche quella del ginecologo/sessuologo. Nelle fasi in cui il corpo cambia e aumentano le domande su salute, prevenzione, energia, sessualità, pelle, peso o benessere emotivo, non basta accumulare contenuti. Serve uno spazio in cui fare domande, confrontarsi e trovare un orientamento affidabile» conclude Nicoletta Orthmann, direttrice medico-scientifica di Fondazione Onda ETS, osservatorio nazionale sulla salute della donna.
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