30/10/2026

Yoga per chi corre

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 30/10/2026 Aggiornato il 30/10/2026

Upavistha Konasana esiste in due varianti, quella base e quella più impegnativa. Lavora sulla mobilità e sulla flessibilità delle anche, qualità utili per le runner ma anche nella vita

yoga per chi corre

Se siete amanti del running, cioè avete la muscolatura dalla vita in giù ben allenata, conoscete sicuramente la sensazione che le vostre gambe siano forti ma poco elastiche, poco disponibili ad assumere posizioni di flessibilità. L’insegnante di yoga Francesca Cassia racconta che per chi corre lo yoga è un allenamento complementare molto utile e suggerisce una posa utile ad accrescere la mobilità articolare degli arti inferiori e, in particolar modo, delle anche: è Upavistha Konasana, la posa seduta ad angolo, anche nella versione con il busto eretto e la testa rivolta verso l’alto (Urdhva Upavistha Konasana, nella foto sopra).

L’asana richiede un mix di equilibrio, apertura, flessibilità e anche forza, quindi rappresenta un training completo, che tutte potete provare.

Migliorare flessibilità ed elasticità

L’esperta spiega che la corsa è fatta di gesti ripetitivi, impatti al suolo e continua spinta in avanti e assicura che la posizione seduta a gambe divaricate può essere un ottimo modo per lavorare sulla mobilità degli adduttori e del bacino. Se avete poca flessibilità ed elasticità nella parte interna delle cosce o se vi pare che la zona del bacino sia rigida, Upavistha Konasana è ideale per voi. Si tratta di una tenuta in cui siete sedute a terra, con le gambe divaricate e tese e con il busto flesso in avanti. Gli adduttori sono i protagonisti del lavoro, che contribuisce a recuperare mobilità e maggiore libertà nell’apertura delle anche: «questo, per una runner, so traduce in una maggiore libertà di movimenti» chiarisce Cassia.

La variante più impegnativa

Se al posto dell’asana-base scegliete invece di mettervi in gioco con la variante più impegnativa, Urdhva Upavistha Konasana, vi trovate a dover mantenere le gambe attive, tese, sollevate e divaricate ma anche il busto stabile ed eretto: questo prevede il coinvolgimento del core, che crea stabilità e regola l’equilibrio sugli ischi. «La posa non è più un semplice stretching passivo, ma un esercizio di mobilità attiva, di controllo e di consapevolezza» afferma l’insegnante. Naturalmente, oltre ad essere efficace per chi corre, Urdhva Upavistha Konasana è anche un training per tutte con un’importante valenza estetica, perché stimola e definisce due aree spesso soggette a rilassamenti: l’interno coscia e gli addominali.

L'esperta consiglia

Se l’apertura in equilibrio prevista dall’asana vi preoccupa, non temete: non occorre forzare la posizione divaricata delle gambe. L’obiettivo è provare a creare le condizioni perché l’apertura e la tenuta possano avvenire. Sul tappetino, come nella vita, la flessibilità non si raggiunge sempre spingendo: a volte solo lasciando spazio.