19/10/2026

Festa del Cinema di Roma 2026: la storia di Melania Rea diventa una serie tv con Maria Esposito

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 19/10/2026 Aggiornato il 20/10/2026

Presentata alla 21esima Festa del Cinema di Roma la serie tv crime-drama Melania Rea, con protagonista Maria Esposito

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Alla 21esima Festa del Cinema di Roma spazio anche alla serialità. Nella sezione Freestyle è stata presentata Melania Rea, serie crime drama in quattro episodi che sarà disponibile su HBO Max dal 6 novembre (con un nuovo episodio ogni settimana).

Come si può intuire dal titolo, quella che viene raccontata è la storia della giovane donna uccisa nel 2011 dal marito, che è stata per diverso tempo al centro della cronaca italiana.

A interpretarla è Maria Esposito, mentre Daniele Rienzo interpreta Salvatore Parolisi. Alla regia troviamo invece Stefano Mordini.

BigMama firma l’inedito Cicatrice, brano che accompagna i titoli di coda dell’episodio finale.

Questa nuova serie tv HBO Original, prodotta da Simona Ercolani e Teresa Carducci, è stata realizzata grazie alla collaborazione della famiglia Rea e si avvale del patrocinio di Fondazione Una Nessuna Centomila.

La storia di Melania

Il 20 aprile 2011 il corpo della ventinovenne Melania Rea viene ritrovato in un bosco a Ripe di Civitella, nel parco nazionale d’Abruzzo, non lontano da dove viveva con il marito, il caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi e la figlia Vittoria, di 18 mesi. Le indagini sulla sua morte catturano subito l’interesse mediatico tanto da portare al centro del dibattito pubblico il tema della violenza di genere e il concetto di femminicidio.

La parola ai protagonisti

«Quando mi è arrivato il provino mi sono ricordata subito il nome, perché mia mamma aveva seguito il processo. Io ero troppo piccola e non ricordavo altro, quindi ho approfondito e ho nell’interpretarla ho messo tutto il cuore che ho» – ha dichiarato Maria Esposito.

Daniele Rienzo invece dice: «È stato un set difficile, che ci ha preso tante energie. Io mi sono sono approcciato in punta di piedi, cercando di togliere di mezzo il più possibile Daniele e facendo spazio a qualcosa che non mi appartiene e vorrei proprio non mi appartenesse mai. Questo personaggio mi ha fatto comprendere che esistono determinate strutture sociali di cui siamo tutti un po’ vittime e che sarebbe importante fare in percorso tutti insieme, uomini e donne, per cambiare le cose».