Festa del Cinema di Roma 2026: il viaggio di Lucila in Ceniza en la boca
In concorso alla 21esima edizione della Festival del Cinema di Roma troviamo Ceniza en la boca, film diretto dall'attore Diego Luna, tratto dall'omonimo romanzo
Si entra nel vivo della 21esima edizione della Festa del Cinema di Roma con il concorso Progressive Cinema. Tra i film di questa sezione troviamo anche Ceniza en la boca, film tratto dall’omonimo romanzo del 2022 di Brenda Navarro. A portarlo sul grande schermo è l’attore messicano Diego Luna (noto al grande pubblico anche grazie alla serie tv Andor), al suo quarto lungometraggio, che firma anche la sceneggiatura insieme ad Alba Castillo e Diego Rabasa. Nel cast troviamo Anna Diaz, Adriana Paz, Luisa Huertas, Guillermo Ríos, Sergio Bautista, Benny Emmanuel, Teresa Lozano e Adriana Jacomé.
Alla ricerca del proprio posto nel mondo
Seguiamo la protagonista Lucila dal Messico a Madrid, da Madrid a Barcellona e poi ancora di nuovo in Messico: una migrazione continua, instancabile, inarrestabile, alla ricerca di una vita forse impossibile. Lucila è una giovane messicana a cui la madre, emigrando in Spagna quando lei e il fratello erano piccoli, ha dato una vita migliore di quella che avrebbe potuto attenderli in un Messico dove bambini e ragazzini continuano a scomparire.
Quella che viene raccontata è una storia di sradicamento, ma anche di voglia di trovare un proprio posto nel mondo.
La giovane fa di tutto, dalla badante alla cameriera, dalla rider alla baby sitter pur di resistere alla disillusa affermazione del fratello Diego: «Qui o là è tutto uguale. È sempre sopravvivere».
La parola al regista e alla protagonista
«Il romanzo me l’ha dato l’editore, un caro amico che è anche il co-produttore e co-sceneggiatore del film. Brenda Navarro è una grandissima autrice latinoamericana e questo libro mi ha colpito profondamente, per diverse ragioni. Con il passare del tempo mi è rimasta in testa l’idea della storia di questa ragazzina che vede partire la madre e vive l’abbandono. Quando cresce la incontra e si trova di fronte ad un’altra narrazione: scopre infatti che il suo è stato un sacrificio per i suoi figli. Ho pensato che proprio qui, nelle fratture familiari che sono conseguenza delle migrazioni, si potesse sviluppare un film» – spiega Diego Luna durante la conferenza stampa – «Al tempo stesso mi sono permesso di parlare di qualcosa di personale, dato che ho perso mia madre quando avevo due anni e durante tutta la vita ho cercato di capire chi fossi in seguito a tale assenza, che ha segnato il rapporto con mio padre, il mio lavoro e la mia stessa parternità».
«Credo che questo film sia un viaggio fisico, ma anche interiore di Lucila che si trova giovanissima con delle responsabilità che alla sua età non dovrebbe avere» – dice invece la protagonista Anna Diaz – «La vediamo migrare e sopravvivere. Non è solo alla ricerca di un lavoro, ma di una propria autonomia. Quanto torna in Messico la perde perché si ritrova nel medesimo nucleo che non le permette di crescere, ma lei è più matura e quando parla con la madre si rende conto che la sua migrazione è stata una possibilità per trovare sé stessa».
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