11/10/2026

Film tv: Alessio Vassallo è un San Francesco moderno

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 11/10/2026 Aggiornato il 11/10/2026

La storia di Biagio Conte viene raccontata in un film tv con protagonista Alessio Vassallo, in onda l'11 ottobre su Rai1

Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte

Viviamo in un momento storico buio, in cui l’umanità sembra mostrare il peggio di sé. Proprio per questo è importante ricordare, ora più che mai, chi invece ha cercato di portare il bene, l’amore per il prossimo e la luce in questo mondo. È il caso di Fratel Biagio Conte, definito da molti “il nuovo San Francesco”, in quando scelse di abbandonare gli agi familiari per stare in mezzo agli ultimi e aiutarli.

Purtroppo il suo percorso terreno è terminato nel 2023, a soli 59 anni, ma la Missione di Speranza e Carità da lui fondata a Palermo prosegue la sua attività grazie a Don Pino Vitrano.

Per rendergli omaggio è stato realizzato un film per la tv intitolato Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte, che andrà in onda domenica 11 ottobre in prima serata su Rai1. A interpretarlo è un commovente Alessio Vassallo.

Tra Palermo e Assisi

Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte è diretto da Costanza Quatriglio, anche lei palermitana, che ha investito nel progetto cuore e talento.

Lo stesso vale per Alessio Vassallo e anche per il resto del cast: da Antonio Catania e Alessandra Fazzino, che interpretano i genitori di Biagio, a Donatella Finocchiaro che è invece Rosa, personaggio che racchiude idealmente tutte le donne in difficoltà da lui aiutate. Troviamo poi Giuseppe Spata, Claudia Gusmano, Ignacio Paurici, Enrico Roccaforte, Chiara Russo, Chiara Cavaliere, Ferdinando Gattuccio, Gigi Borrusso, Toti Mancuso, Totino La Mantia, Simona Badalucco, Daniele Arcuini e Gaetano Aronica.

Il film, prodotto da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction, p stato scritto da Costanza Quatriglio e Stefano Rulli, da un soggetto di Stefano Rulli, Gloria Giorgianni, Celestino Pietro Pesce, Nicola Campiotti e Costanza Quatriglio.

Fondamentale per la sua realizzazione è stata la collaborazione della Missione di Speranza e Carità e la consulenza di Giacomo Mirto, Giacomo Pilati e Davide Rondoni.

Da segnalare anche il Patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che ricorre quest’anno.

Le riprese si sono svolte tra Palermo e i dintorni di Assisi, nei luoghi che hanno accompagnato il percorso spirituale di San Francesco.

Ispirato a Francesco

Nato negli anni’60 a Palermo, in una famiglia di imprenditori, Biagio Conte decise ad un certo punto della sua vita di andarsene di casa per trovare la sua strada. Dopo un pellegrinaggio ad Assisi, sulle orme di San Francesco, tornò a Palermo deciso ad andare a vivere con i senzatetto in stazione per aiutarli. Da lì partì anche il suo complicato dialogo-scontro con le istituzioni (con duri scioperi della fame) per avere una sede per la sua Missione di Speranza e Carità fondata nel 1991.

La parola ad Alessio Vassallo

«Biagio Conte era molto conosciuto a Palermo. Mi ricordo che lessi un libro su di lui scritto da Giacomo Pilati e gli chiesi di conoscerlo: non mi scorderò mai il suo sguardo. Parlammo a lungo e lui mi raccontò della sua idea di provvidenza. Un incontro (avvenuto una quindicina di anni fa) che ho sempre portato nel mio cuore» – racconta Alessio Vassallo durante la conferenza stampa – «Questo film rappresenta per me un traguardo, sono felice di avere trovato persone di grande profondità, perché chi mette in opera una idea del genere ha una responsabilità enorme».

E sottolinea: «Biagio Conte è stato un rivoluzionario, che ha abbattuto la distanza tra chi aiuta e chi viene aiutato. Ha deciso di essere ultimo tra gli ultimi in una società devota al consumismo, non solo degli oggetti ma anche di relazioni, tempo, passioni e amori. Lui ci insegna a lasciare andare un po’ le cose. Bisognerebbe lasciare andare i rancori e le ritrosie personali e guardare al prossimo, senza continuare a pensare ai nostri bisogni. Mi sono interrogato sulla provvidenza e grazie a questo film ho trovato la centralità della mia fede. Sapevo che girarlo avrebbe cambiato qualcosa in me».