Desiderio sessuale e piacere: come cambiano nel tempo
Una recente indagine ha messo in luce quanto la sessualità delle donne diventi più consapevole e appagante dopo i quarant’anni. La psicologa spiega i motivi
Per anni ha resistito il cliché secondo cui la sessualità femminile sarebbe più vivace e piacevole in giovane età, mentre il desiderio si appannerebbe con il passare degli anni. Poi sono arrivati serie come Sex and the city e, più recentemente, romanzi come All fours di Miranda July o film come Babygirl, con Nicole Kidman, e hanno messo in luce quanto il desiderio e il piacere sessuale non si spengano, anzi possano crescere, si modifichino e accompagnino la vita di una donna con il passare degli anni. L’equazione sesso appagante = giovinezza viene smentita anche da un’analisi condotta dalla piattaforma di incontri discreti Ashley Madison, in collaborazione con YouGov Pic. Dai dati raccolti emerge che il 45% delle donne intervistate ha dichiarato di avere raggiunto il proprio apice sessuale a 40 anni e oltre, forse anche perché a questa età si affievoliscono alcuni condizionamenti delle aspettative tradizionali, legate ad esempio al romanticismo e al connubio inscindibile amore-sesso, o all’idea che piacere e passione siano legati solo alle fasi iniziali di una storia. Su scala internazionale il 31% delle partecipanti all’indagine (il 29% in Italia) ha spiegato più in dettaglio anche alcune dinamiche del miglioramento della vita sotto le lenzuola in età più matura: si sono dette più consapevoli di sé, in armonia con i propri bisogni e quindi più propense a esprimere i propri desideri sessuali.
Maggiore sicurezza e fiducia in sé, più libertà nel cercare il proprio piacere, migliore conoscenza dei propri bisogni, più propensione a esprimerli e a sperimentare: sono aspetti che giocano un ruolo dopo gli “anta”.
Basta obblighi!
«I dati non sorprendono chi lavora ogni giorno con la sessualità femminile: il desiderio non è mai stato una funzione della giovinezza, ma della conoscenza di sé. Con gli anni cadono molte sovrastrutture (l’ansia da prestazione, il bisogno di piacere a tutti i costi) e resta uno spazio più libero, dove il piacere può finalmente diventare una priorità autentica e non un obbligo relazionale» commenta la dottoressa Marta Giuliani, psicologa, psicoterapeuta, sessuologa clinica e socia fondatrice della Società Italiana di Sessuologia e Psicologia. In età più matura, dunque, qualcosa cambia: «La perimenopausa viene spesso raccontata solo come una fase di perdita, ma per molte donne è anche un momento di ridefinizione: il corpo si trasforma e arriva l’occasione di chiedersi cosa desiderano davvero, non solo cosa è stato loro insegnato a desiderare. È un passaggio che invita a rivedere abitudini, aspettative e ruoli consolidati nel tempo, spesso senza che siano mai stati messi in discussione. In questo senso può diventare più che una crisi un punto di partenza per una sessualità più consapevole e più aderenti ai propri bisogni reali» continua l’esperta.
Il piacere femminile nelle relazioni stabili
La ricerca Ashley Madison approfondisce anche il rapporto fra sessualità, piacere e relazioni durature. Emerge che per il 39% delle donne il piacere sessuale non è stato generalmente una priorità all’interno di una relazione stabile (c’è addirittura un 20% che dichiara di non aver mai esplorato la propria sessualità all’interno della relazione principale). Le cause? Il sesso per loro ha avuto in generale poco peso, hanno dato più importanza al piacere del partner rispetto al proprio, oppure hanno cercato senza successo di esprimere i propri desideri. Nonostante l’affermarsi generalizzato di una maggiore attenzione a se stesse e la crescente legittimazione e esprimere fantasie e desideri con il partner, c’è un numero elevato di donne che sente i propri bisogni non pienamente considerati nelle relazioni di lunga durata: in Italia solo il 44% del campione tra i 25 e i 34 anni e il 34% tra i 45 e i 54 anni afferma che il proprio piacere è stato protagonista in un rapporto duraturo. «Il divario tra generazioni non indica una minore libertà nelle donne più adulte, ma riflette il contesto culturale diverso in cui hanno vissuto per gran parte della loro vita di coppia: per anni il piacere femminile non è stato nemmeno un tema di conversazione. Il fatto che con la maturità molte donne inizino comunque a rivendicarlo, spesso senza aver avuto in precedenza un linguaggio o una legittimazione sociale per farlo, testimonia una significativa capacità di cambiamento anche in età avanzata: un percorso che le più giovani, cresciute in una cultura già più aperta sul piacere, non devono affrontare nella stessa misura» spiega la dottoressa Giuliani.
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