25/09/2026

Milano Fashion Week P/E 2027: il fascino di sperimentazioni e decostruzioni

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 25/09/2026 Aggiornato il 25/09/2026

Nelle collezioni Primavera-Estate 2027 che stiamo scoprendo durante la Milano Fashion Week c'è spazio anche per capi in grado di farti uscire dalla tua comfort zone

FLORIANA

Una cosa che non bisogna mai dimenticare quando si parla di moda è che si tratta di una espressione artistica. Dietro, infatti, ci sono delle menti creative che non si limitano a pensare a dei capi che possano conquistare il pubblico (e quindi il mercato), ma si concedono anche delle sperimentazioni che il più delle volte non sono fine a sé stesse. La moda, infatti, è anche contenuto, messaggio e riflessioni sulla contemporaneità.

Durante questa Milano Fashion Week siamo rimasti particolarmente colpiti da delle collezioni Primavera-Estate 2027 di brand che ci fanno uscire dalla nostra comfort zone.

L’eco gothic di Florania

Non possiamo che partire da Florania: la sua collezione Surfacing è stato per noi un vero e proprio colpo di fulmine. Presentata nello spazio LineaPelle Designers, la collezione nasce dalla visione di un calmo lago italiano in una tempesta, straordinariamente con onde e spuma. Un contesto che ci fa tuffare in un mood eco gothic, sottogenere letterario nonché approccio critico che innesta le atmosfere oscure del gotico sulle idee dell’ecocritica per interrogare le ansie ambientali e il rapporto conflittuale tra essere umano e natura. Così, per evidenziare l’attuale distopia in cui si dibatte della coscienza dell’AI ignorando i disastri climatici, Florania si chiede come cogliere il Sublime romantico, natura maestosa e terrorizzante, riportandolo sulla forma umana.

Da queste riflessioni parte il lavoro sulla geologia, sulle texture minerali e botaniche. Le texture naturali sono ricostruite sulla pelle attraverso l’aerografo, che deposita il colore come un agente atmosferico o un’erosione. La stessa logica governa le manipolazioni tessili, dove il tessuto viene lavorato fino a diventare crosta o sedimento.

Arriviamo quindi ai capi: c’è la maglieria che, per rappresentare l’idea di fiori e maree, presenta filati che si ritirano e si sfaldano, orli che si sfrangiano come alghe o spuma. Ci sono poi Tricot drappeggiati si annodano sul corpo come corde ripescate dall’acqua. Invece le sete stratificate costruiscono volumi soffici e instabili. Ne risultano capi minerali, polverosi, corrosi, oppure lievi come schiuma; oppure ancora nuove pelli, che ridisegnano la silhouette in direzione quasi animale.

Le decostruzioni di art259design

È stata poi molto applaudita la sfilata, tenutasi sempre negli spazi di LineaPelle, di art259design.

Anche questa collezione parte da riflessioni sulla bellezza e la potenza della natura, in contrasto con l’uomo che rimane fermo. Si auspica quindi un corpo in grado di ritrovare il contatto con le proprie radici, il che significa anche accettare la vulnerabilità. Una consapevolezza che si fa seme e torna a sbocciare nel mondo.

In questa collezione, giocata molto sulla decostruzione dei tessuti e delle linee, tutto è contrapposto, ma corpo e materiale ballano insieme.

I bordi dei capi sono anneriti e lacerati come dopo un lungo cammino. Sono il segno del tempo che riconcilia la storia. Un invito a tornare fuori e camminare senza una meta.

Cromaticamente la collezione si muove principalmente tra verde oliva, nero e bianco. Non c’è capo che possa essere considerato scontato: dai pantaloni cargo alle donne, dagli abiti alle camicie. È tutto una sorpresa affascinante.

La trasformazione di Zifei Wang

Si intitola Limina of Transition la collezione della designer cinese Zifei Wang, che guarda alla metamorfosi di Zhuangzi come a una condizione permanente. Il corpo cambia, l’identità scorre, la materia conserva memoria mentre si apre al futuro.

Nei suoi capi (quaranta, per la precisione) il ricamo Suzhou, il broccato Song, le tinture vegetali e il gesto manuale incontrano decostruzione, stampa 3D e volumi scultorei. Nella collezione Oriente e Occidente, maschile e femminile, passato e presente si contaminano e si trasformano reciprocamente, dando vita a un linguaggio nuovo.