Yoga: il benessere viene dal rituale
Smettiamo di accelerare, di fare troppe cose insieme, di riempire ogni istante: è uno spreco di energie, mentre la disciplina indiana insegna a posare consapevolmente l’attenzione solo su ciò che serve e a essere più presenti
Spesso ci vantiamo della nostra capacità di essere multitasking, adattandoci alla vita frenetica, che ci impone di fare tante cose insieme. «Ma il nostro cervello, nella maggior parte dei casi, non sta realmente facendo tutto contemporaneamente: sta passando rapidamente da un compito all’altro. E ogni cambio di attenzione ha un costo. La ricerca clinica sul task switching mostra infatti che dividere continuamente l’attenzione può ridurre efficienza e qualità della performance e richiedere più risorse cognitive» racconta l’insegnante di yoga Francesca Cassia. Il vero lusso, secondo l’esperta, non è riempire ogni minuto all’inverosimile né fare tutto contemporaneamente.
Nella cultura indiana, benessere profondo significa anche avere il coraggio di lasciare dei vuoti, senza riempirli, e soprattutto fare una cosa alla volta.
Scegli dove portare la tua energia
L’insegnante racconta che nella tradizione yogica questo concetto si chiama sankalpa, ed esprime l’intenzione consapevole, la capacità di scegliere dove portare la propria energia. Per abituarci a trovare e a mantenere questa direzione interiore, può essere utile qualche piccolo rituale quotidiano che alleni ad essere presenti e a non disperdere energie preziose.
Un “rituale” non è un’abitudine da aggiungere alla to-do-list, ma un momento anche breve della giornata in cui decidiamo consapevolmente su cosa posare la nostra attenzione. «È un concetto molto yogico. Può essere il caffè del mattino bevuto senza telefono, una passeggiata senza rispondere alle mail, dieci minuti di yoga in cui esistono solo respiro, movimento e corpo. Non dobbiamo fare di più. Dobbiamo solo imparare a essere di più in quello che stiamo facendo» chiarisce Cassia.
Secondo gli insegnamenti della tradizione, i rituali funzionano meglio se sono accompagnati da un’intenzione. Questa idea, tradotta nella concretezza del quotidiano, può significare ad esempio iniziare la giornata scegliendo una parola da ricordare: presenza, leggerezza, forza, calma o coraggio. «Non è un obiettivo da raggiungere. È una direzione a cui tornare quando la giornata comincia a portarci altrove. Ci si chiede come si desidera essere in quella giornata e si lascia che la risposta accompagni anche i gesti più piccoli» conclude l’insegnante.
Ti potrebbe interessare anche:
- Escursioni in montagna: 3 benefici da provare
- Corsa + gym: prova l’allenamento outdoor di tendenza
- Back to gym: 5 consigli per una ripresa a tutto benessere
- Zen warrior: impara a percepire lo "spazio di sicurezza"



