11/09/2026

Yoga: con il Guerriero II sconfiggi il nemico che è nella tua testa

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 11/09/2026 Aggiornato il 11/09/2026

Insegna a trovare stabilità sul baricentro corporeo, stimola la concentrazione per superare i propri timori sul tappetino e sollecita anche concretamente il sistema nervoso autonomo, assicurando calma e lucidità

credit VALENTINA VERDECCHI BY MARGHERITA CENNI

Quando pensate a Virabhadrasana II, forse la più nota fra le pose yoga del Guerriero, proposta anche in tante lezioni “ibride” di tonificazione in palestra, la associate sicuramente a un’attitudine bellicosa e sfidante. Certamente un Guerriero richiede forza fisica, grinta, determinazione e fermezza, per non arretrare di fronte alle difficoltà della battaglia: ma una sua qualità imprescindibile è la centratura, sia fisica che mentale, perché nella tradizione degli antichi maestri il “nemico” è prima di tutto nella nostra testa e stare calmi, concentrati e ben focalizzati sugli obiettivi è il primo presupposto di successo. Lo racconta Francesca Cassia, evidenziando un aspetto fondamentale di Virabhadrasana II: la sua efficacia per dare equilibrio al corpo e anche alla mente.

L’asana regala stabilità fisica, ma insegna anche a superare la lotta interna fra le proprie tensioni, limiti e paure: vincendo ogni tipo di sbilanciamento e mantenendo la calma.

Come si esegue

La posa si esegue con le gambe divaricate e un piede ruotato in avanti, le braccia aperte a croce e tese: piegate la gamba anteriore e rivolgete lo sguardo in avanti. Mantenete la tenuta per 5-6 respirazioni complete, poi ripetetela anche dall’altra parte.

Il Guerriero II rinforza gambe e core, perché per mantenere l’asana serve prima di tutto stabilità: lo sforzo è controllare il corpo, in modo che non sia troppo proteso in avanti né troppo arretrato, ma in perfetto equilibrio sul baricentro. Questa sfida fisica si traduce anche in un allenamento mentale, alla resistenza, al superamento dei propri limiti, alla determinazione nel raggiungere gli obiettivi attraverso molteplici tentativi.

Effetto relax

Ma non è tutto. Come spiega Cassia, gli asana in piedi e in equilibrio (in cui cioè è indispensabile raggiungere la stabilità del corpo) innescano anche nell’organismo meccanismi neurologici e biochimici concreti, misurabili clinicamente, che hanno un effetto calmante e rilassante («quando il corpo cerca l’equilibrio, la mente smette di vagare» assicura l’insegnante). Queste dinamiche, ormai comprovate dalla medicina, sono legate alla stimolazione del sistema nervoso autonomo parasimpatico, e in particolare del nervo vago, che scende dall’encefalo fino agli organi addominali: opportunamente sollecitato, il nervo vago porta l’organismo fuori dalla modalità di allerta e lo riporta “a casa”, mettendo a riposo il respiro, rallentando il battito cardiaco, rischiarando e tranquillizzando la mente. La centratura raggiunta grazie a Virabhadrasana II non è quindi solo fisica, ma anche mentale ed emotiva.