10/09/2026

Venezia 83: Mario Martone fa uno Scherzetto al Lido

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 10/09/2026 Aggiornato il 10/09/2026

Fuori concorso alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia arriva Scherzetto di Mario Martone, con Toni Servillo e Serena Rossi

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È ancora tempo di grandi autori italiani a Venezia 83. Ora è il turno di Mario Martone che torna alla Mostra del Cinema, stavolta fuori concorso, con Scherzetto (la cui sceneggiatura è firmata dallo stesso Martone insieme a Ippolita di Majo).

Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone (edito da Einaudi), vede protagonista Toni Servillo affiancato dal piccolo Lorenzo Perrotta.

Nel cast anche Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro e Giovanni Ludeno. Scherzetto uscirà nelle sale con 01 Distribution, in data ancora in via di definizione.

Incontro-scontro tra due generazioni

Daniele Mallarico è un noto illustratore che ha superato i 70 anni. Ormai vedovo da tempo, ha lasciato la natia Napoli per trasferirsi a Milano. Un giorno la figlia Betta gli chiede di tornare nel capoluogo campano, perché deve andare con il marito Saverio a un convegno e ha bisogno che qualcuno stia con il figlio Mario. Il bambino ha 5 anni anni ed è una peste che parla come un libro stampato, conosce tutto, sa fare tutto, spiega ogni cosa.

Daniele accetta, ma non immagina ciò che succederà: tra le quattro mura di una casa dove lui stesso è cresciuto, si consuma un vero e proprio duello con il nipotino che lo metterà di fronte ai suoi fantasmi.

La parola a regista e cast

«Sono da sempre un lettore di Domenico Starnone e sia io che Ippolita abbiamo adorato Scherzetto fin dal titolo» – racconta Mario Martone durante la conferenza stampa – «Lo considero uno scrittore universale, credo che ogni lettore/lettrice possa trovare nei suoi romanzi qualcosa che risuoni in lui/lei. Io in particolare, avendo vissuto una certa cultura napoletana, ho trovato risonanze ed echi che mi hanno toccato, cose speciali che mi sono appartenute e mi appartengono ancora». E aggiunge: «Scherzetto è un romanzo dal carattere prismatico, che mi poteva permettere di realizzare un film con tante facce. C’è, per esempio, la meditazione sul tempo che passa, sull’arte e la creazione, ma anche sull’origine caotica del mondo».

«Amo profondamente questo film» – dichiara Toni Servillo – «Ho approfittato della bellezza del romanzo, della sceneggiatura e del personaggio per raccontare un uomo che sente avvicinarsi la vecchiaia e questo mina le fondamenta della sua personalità. Però queta condizione drammatica è anche feconda e porta una percezione diverse delle cose intorno a sé».

Invece Serena Rossi dice: «Betta è una donna del suo tempo, sempre di corsa. È una matematica e quindi molto razionale, ma al tempo stesso con una forte emotività nei confronti della sua città e del suo quartiere. Lei, infatti, ha deciso di rimanere a Napoli. Io invece l’ho lasciata e mi sono trasferita, per motivi lavorativi e personali, a Roma: inizialmente avevo un rapporto conflittuale con Napoli, poi con il tempo ci ho fatto pace ed è merito anche del mio mestiere».