03/09/2026

Abbronzatura: colore a lunga tenuta anche a fine estate

Alberta Mascherpa Pubblicato il 03/09/2026 Aggiornato il 03/09/2026

Mantenere la pelle dorata è possibile. Con la giusta routine idratante, scrub delicati e piccoli accorgimenti intelligenti, la tintarella rimane intensa e luminosa molto più a lungo

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L’estate entra nella sua fase calante, ma la tintarella non è destinata a tramontare di colpo se si adottano le giuste attenzioni quotidiane. Al rientro in città ci si trova davanti a un bivio: accettare che il colore conquistato a fatica svanisca in pochi giorni, oppure intervenire con una routine mirata per prolungarne la luminosità.

L’abbronzatura ha una durata fisiologicamente definita di circa ventotto giorni, ovvero il tempo necessario alla pelle per completare il suo naturale processo di rinnovamento cellulare.

Quando le cellule più superficiali e ricche di melanina lasciano il posto a quelle nuove, inevitabilmente più chiare, il colorito comincia a perdere d’intensità. Per evitare un rapido sbiadimento e prevenire quel fastidioso aspetto opaco, l’obiettivo principale diventa quindi contrastare la disidratazione cutanea per impedire alla pelle di desquamarsi presto.

Sotto la doccia: detersione dolce, esfoliazione strategica

La prima regola per preservare il colorito comincia proprio sotto il getto. Il timore che l’acqua possa “lavare via” la melanina è infondato visto che il pigmento si trova negli strati più profondi dell’epidermide; ciò che fa davvero la differenza è la scelta dei prodotti da usare. I detergenti aggressivi rischiano di inaridire la barriera cutanea, motivo per cui è fondamentale preferire formule dolci e prive di tensioattivi troppo sgrassanti, magari puntando sulle linee di prodotti solari che hanno detergenti ricchi di principi emollienti e antiossidanti come gli estratti di carota.

Anche lo scrub non va temuto, a patto di sceglierlo con criterio: una formula a base oleosa, utilizzata una volta ogni dieci giorni, permette di rimuovere delicatamente le cellule morte e di levigare la superficie senza aggredire il colore. Meglio evitare invece spugne abrasive, guanti ruvidi o formule esfolianti saline troppo robuste, riservando alle aree più delicate come il décolleté gli stessi esfolianti leggeri destinati al viso.

Nutrimento a gogò

Dopo il lavaggio, l’idratazione diventa il pilastro fondamentale per ricompattare la cute e far risaltare il tono dorato. Applicare quotidianamente formule nutrienti a base di pregiati oli vegetali, di argan, cocco, jojoba e mandorle dolci, aiuta a ripristinare la funzione di barriera e a combattere lo stress ossidativo, un passaggio cruciale per il corpo quanto per il viso, dove alla crema consueta si può affiancare un siero a base di acido ialuronico.

Quando poi il colore inizia a perdere mordente, la soluzione mimetica ideale è l’autoabbronzante: steso a piccole dosi sulla pelle ben asciutta e dosato con estrema cura su zone ruvide come gomiti, ginocchia e caviglie, regala un colorito omogeneo senza macchie. Piccole attenzioni valgono infine anche per la depilazione: meglio l’epilatore che lavora in superficie piuttosto che la crema depilatoria, che sciogliendo la cheratina del pelo, rischia di intaccare lo strato colorato. Un tocco immediato di glow? Indossare un abito bianco e un rossetto rosso per far risaltare al massimo la doratura della pelle.