Venezia 83: Gianni Amelio presenta Nessun dolore con Valeria Golino e Alessandro Borghi
Alla 83esima Mostra del Cinema di Venezia è il momento di Nessun dolore di Gianni Amelio. Il film, fuori concorso, a 32 anni di distanza da Lamerica parla ancora di immigrazione
A due anni di distanza di Campo di battaglia, Gianni Amelio torna alla Mostra del Cinema di Venezia, ma stavolta fuori concorso nella sezione Venice Open. Il film che presenta in questa 83esima edizione si intitola Nessun dolore e ha per protagonista (come il precedente) l’attore Alessandro Borghi. Nel cast anche Valeria Golino e Valerio Mastandrea, oltre a Beïdja Yahiaoui, Ramzi Lafrindi e Gabriel Bovino.
Nessun dolore uscirà nelle sale italiane a breve, ovvero il 24 settembre, grazie a 01 Distribution.
Una storia fortemente contemporanea
Nessun dolore racconta la storia di Davide, un trentenne che vende libri in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele è Elsa, che tra l’altro gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza.
Un giorno la quotidianità di Davide viene scossa da un episodio inatteso: mentre sta camminando gli viene “consegnato” improvvisamente (come se fosse un pacco) un bambino nordafricano, che da quel momento non lo molla più, lo segue in silenzio come un cagnolino fedele. Successivamente avviene un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento. Una notte, nel rifugio proibito del pronto soccorso, Davide incontra Aminah, appena arrivata dall’Algeria su un barcone d’immigrati. È un’adolescente fradicia di pioggia, tremante, impaurita, e in evidente attesa di un figlio. Davide non può che darle rifugio in casa sua. Questo è solo l’inizio: da quel momento ogni sera, tornando dal lavoro, si trova nuove persone sconosciute in casa. Inizialmente si ribella, ma poi cede, per generosità o debolezza. Mentre la denuncia dei condomini lo spedisce in galera per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, Davide vive fino in fondo un’odissea che non è solo personale, ma stravolge, in un modo o in un altro, i sentimenti degli altri.
La parola a regista e attori
«Essere per la prima volta fuori concorso mi libera da un’ansia che, per carattere, solitamente non ho, ma che in questo contesto viene per forza. Non mi piace la competizione, penso che i festival servano principalmente da cassa di risonanza per i cinema, perché abbiamo bisogno di spettatori» – dichiara Gianni Amelio durante la conferenza stampa.
E sulla tematica principale del suo film dice: «Sono passati 32 anni dal mio film Lamerica in cui iniziavo a parlarne. Il fenomeno nel frattempo ha assunto dimensioni tragiche, penso sia diventato il problema dei problemi».
«Mentre giravo il film mi chiedevo cosa avrei fatto io al posto del protagonista. Lui è un personaggio assolutamente puro, mentre io no» – ammette Alessandro Borghi – «Gianni mi porta sempre in luoghi inesplorati a livello emotivo. E per farlo ho cercato di annullare i pensieri legati a me per dare spazio a Davide. Credo che il cinema debba sollevare quesiti su di noi e sulla società».
«Gianni Amelio è un regista con cui sognavo di lavorare da quando avevo 18 anni, ho sempre avuto una forte reverenza per lui» – confessa Valeria Golino – «Ho cercato di capire e interpretare ciò che lui voleva, per entrare nel suo universo. Il suo punto di vista è diverso e potente».
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